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Autotrasporto, nelle Marche è crisi continua

tir 3' di lettura 28/04/2010 - Gli autotrasportatori marchigiani pagano la concorrenza di aziende dell’Est Europa che mettono sul mercato autisti ad un prezzo tre volte inferiore al nostro. Senza contare le carenze infrastrutturali che rendono conveniente scaricare in altri porti e non ad Ancona, la maggior parte delle merci destinate al mercato interno. Il grido d’allarme dalla direzione regionale della Cna Fita, riunita ad Ancona.

“Nel giro di un anno nelle Marche le merci trasportate sono calate del 20 per cento mentre il fatturato è sceso del 30 per cento. Inoltre insieme ai prezzi le nostre aziende hanno visto crescere indebitamento e fallimenti.” Un quadro preoccupante quello presentato da Olindo Brega, presidente regionale Cna Fita, alla direzione regionale della categoria, che si è riunita ad Ancona. Una situazione congiunturale negativa che ha portato 260 imprese di autotrasporto a spegnere per sempre i motori nel 2009 rispetto a sole 105 nuove iscrizioni all’Albo degli autotrasportatori. Il settore in dodici mesi ha quindi avuto un saldo negativo di 155 imprese, scendendo per la prima volta sotto quota 5 mila (a gennaio 2010 le imprese marchigiane di autotrasporto erano 4.945). Le ragioni della crisi? Secondo il segretario regionale Cna Fita Riccardo Battisti “alla crisi generale si sono sommati gli effetti perversi di una deregulation perversa e selvaggia, che ha visto al committenza disposta praticamente a tutto pur di ridurre i costi. Inoltre gli autotrasportatori marchigiani pagano la concorrenza di aziende dell’Est Europa che mettono sul mercato autisti ad un prezzo tre volte inferiore al nostro. Senza contare le carenze infrastrutturali che rendono conveniente scaricare in altri porti e non ad Ancona, la maggior parte delle merci destinate al mercato interno”.


Una conferma della congiuntura negativa si ha esaminando i dati relativi alle garanzie richieste per finanziare gli investimenti da parte degli autotrasportatori associati a Fidimpresa, il Confidi unico della Cna Marche: si è passati da 4,1 milioni di euro nel 2008 a 2,4 milioni nel 2009, con un calo del 60,9 per cento.


Di fronte ad una situazione del genere torna d’attualità l’ipotesi di un fermo nazionale del settore, che vedrebbe una massiccia adesione degli autotrasportatori marchigiani, preoccupati dalla crisi drammatica del comparto.Dal vertice regionale Cna Fita è emerso un malessere che, in assenza di interventi strutturali di sostegno al settore, potrebbe diventare esasperazione. Gli autotrasportatori, è stato un coro unanime, chiedono la regolamentazione del mercato e controlli mirati ed efficaci per garantire il rispetto della legalità e della sicurezza. Inoltre vogliono la certezza dei tempi di pagamento con penalità a carico della committenza in caso di mancato rispetto dei termini. E ancora la definizione dei tempi di sosta per carico e scarico merci, la previsione di costi minimi e non derogabili. Tutte richieste che finora non hanno avuto risposte soddisfacenti né dalle istituzioni né dai committenti. E che non possono più aspettare.


   

da CNA




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-04-2010 alle 18:36 sul giornale del 29 aprile 2010 - 550 letture

In questo articolo si parla di attualità, cna, tir, crisi, autotrasporto


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