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Appignano del Tronto: in memoria della strage

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marco ahmetovic

Sono trascorsi tre anni. Ma il dolore è ancora forte e vivo. Tre anni dalla strage di Appignano. Nell'incidente causato dal rom Marco Ahmetovic nella notte tra il 22 ed il 23 aprile 2007 persero la vita Elenora Allevi, 19 anni, Davide Corradetti, 16 anni, Danilo Traini, 17 anni e Alex Luciani, 16 anni.  L'unico scampato alla strage il fratello di Eleonora, Leonardo, 16 anni. 

I ragazzi viaggiavano su tre scooter - era circa mezzanotte - lungo la strada provinciale appignanese, quando il furgone invase la corsia opposta. Nell'impatto i motorini andarono a fuoco. Ahmetovic era alla guida del mezzo completamente ubriaco.

Mercoledì si è disputato ad Appignano il quatro Memorial di calcio in ricordo dei quattro angeli, preceduto dalla messa al campo sportivo. Per la strage di Appignano Ahmetovic venne condannato in primo grado a sei anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo plurimo e resistenza a pubblico ufficiale. Sentenza, questa, poi confermata, il 13 marzo scorso, dalla Corte d'Appello di Ancona. Tre anni di reclusione gli vennero poi inflitti per la rapina che tentò di compiere il 10 novembre 2006 all'ufficio postale di Maltignano.

Dopo la prima condanna a sei anni e sei mesi, aveva fatto scalpore la decisione di concedergli i domiciliari in un residence di San Benedetto del Tronto. Ma le polemiche vere arrivarono con la messa in vendita sul sito di aste on line E-Bay di jeans, orologi, occhiali da sole e profumiispirati alla figura e alla cultura gitana del giovane, allora utilizzato come testimonial dal manager toscano Alessio Sundas, che poi sconfessò l'operazione.

Prima l'agente pubblicitario aveva infatti provato a sfruttare a fini commerciali il rom Ahmetovic, responsabile della morte di quattro ragazzi in un incidente stradale, poi aveva dichiarato di aver ricevuto migliaia di e-mail oltre che tentate aggressioni verbali e fisiche e scritte sui muri esterni ai suoi uffici. Infine, rilevando, a suo dire, un vero e proprio accanimento da parte della stampa nei suoi riguardi, e sentendosi ormai impossibilitato addirittura ad uscire di casa, aveva annunciato il suicidio via e-mail.

Le ultime notizie sono queste: l'agente pubblicitario Alessio Sundas ora si sarebbe buttato in politica, arrivando addirittura ai vertici nazionali della Dc. Per quanto riguarda invece la sua attività commerciale, si sarebbe registrato l'inevitabile fallimento. "Voglio precisare una volta per tutte - aveva dichiarato tempo fa Sundas - che io non ho speculato sulle loro disgrazie.
Da tutta questa vicenda non ho guadagnato nulla, anzi, ci ho rimesso. Loro hanno puntato il dito contro di me con i giornalisti, in occasione di tutti i dibattiti televisivi a cui hanno preso parte, non hanno voluto vedere che la mia iniziativa era stata realizzata in buona fede. Ed è soprattutto grazie a loro se la mia vita è distrutta. Temo per l'incolumità di mio figlio, la mia azienda non lavora più, sono una persona finita
".

In realtà il tempo ha messo in evidenza come il suicidio annunciato e le lamentele riguardanti presunte minacce a suo carico siano state solo ed esclusivamente l'ennesima mossa pubblicitaria. Per quanto riguarda invece il rom Marco Ahmetovic, ora è detenuto in carcere a Vercelli, dove dovrà scontare sei anni. Per lui infatti non c'era stata in appello nessuna riduzione di pena. Già condannato in primo grado a sei anni e sei mesi di reclusione per omicidio colposo plurimo e resistenza a pubblico ufficiale, per lui la Corte d'Appello di Ancona aveva confermato la sentenza precedentemente emessa dal giudice monocratico.



marco ahmetovic

Questo è un articolo pubblicato il 22-04-2010 alle 11:51 sul giornale del 23 aprile 2010 - 871 letture