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Binci (SEL): i cittadini non volgono il rigassificatore

sinistra libertà ecologia 2' di lettura 15/04/2010 - Il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà Massimo Binci, interviene in merito al progetto di rigassificatore presentato da Api Nova Energia, localizzato a 15 km dalla costa di Falconara.

Con la delibera che andrà oggi in Consiglio Comunale, si voterà il tracciato del metanodotto che dovrebbe collegare il rigassificatore richiesto da Api Nova-Energia alla centrale SNAM di Rocca Priora. “Come può il Consiglio Comunale – Afferma il consigliere di Sinistra Ecologia Liberta'- parlare di indennizzo economico per il metanodotto senza discutere se realizzare il rigassificatore e senza un confronto con i cittadini che ne sono totalmente all'oscuro?”.


“Il decreto favorevole di VIA della Regione non evidenzia che il rigassificatore è un'industria a rischio d'incidente rilevante e che a Falconara si accoppia ad un'altra industria a rischio come la raffineria e la centrale termoelettrica esistenti, ed inserita in un'area già ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA). Studi americani ipotizzano in caso di fuoriuscita di gas dalla nave gasiera scenari di rischio per un diametro di 30 km., per la creazione di una nube gassosa che trasportata dalle brezze marine potrebbe esplodere o incendiarsi in presenza di un innesco (fiamma). Nessun rischio di tipo incidentale è invece preso in considerazione nella VIA. La pulizia delle condotte di acqua marina, utilizzate per la gassificazione, immetterebbe tonnellate di ipoclorito di sodio in mare compromettendo l'ecosistema marino con possibili danni a pesca e turismo”. Per questi effetti la VIA per il rigassificatore di Porto Recanati non ha potuto esprimere parere positivo; mentre al contrario a Falconara il parere è positivo, e la valutazione degli effetti sull'ambiente marino viene raccomandata dopo la realizzazione del rigassificatore. Bisogna poi puntualizzare l'inesistenza di un Piano Energetico Nazionale , capace di programmare i bisogni di metano e la distribuzione dei rigassificatori sul territorio italiano.


Tutti gli studi di settore evidenziano come sufficiente le capacità di approvvigionamento di metano dell'Italia per i prossimi dieci anni e collegano tutti i potenziamenti, anche tramite i rigassificatori, al ruolo italiano di rifornimento di gas agli altri paesi europei”. “Un rigassificatore costa dai 300 agli 800 milioni di euro, i costi sono sostenuti dai soldi prelevati dalle bollette dei cittadini, tramite le tariffe differenziate fissate dall'Autorità dell'energia, che con la delibera 178, azzera anche i rischi di impresa, assicurando anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura del'80% dei ricavi della potenza nominale del rigassificatore. “I rigassificatori – conclude Binci - non portano nuova occupazione nelle Marche, ma solo rischi, ed a livello nazionale tolgono risorse al finanziamento delle reali alternative strategiche per il futuro che sono le energie rinnovabili, il risparmio energetico e le filiere produttive collegate”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-04-2010 alle 19:23 sul giornale del 16 aprile 2010 - 772 letture

In questo articolo si parla di politica, massimo binci, rigassificatore, Sinistra Ecologia Libertà





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