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Duca ai favisti: le elezioni regionali non sono il secondo turno di Comune e Provincia

Eugenio Duca 1' di lettura 31/03/2010 - I Favisti anconetani battono cassa, dopo aver fatto manbassa con la campagna acquisti di Consiglieri ex comunisti e ex PD, e considerano le elezioni regionali una specie di secondo turno delle elezioni comunali del giugno 2009 e delle provinciali del 2007 accreditandosi il risultato di Di Pietro ex post. Risultato che secondo i Favisti avrebbe addirittura nobilitato gli scambisti dorici: “i voti ripuliscono i fatti”, un concetto berlusconiano in salsa dorica: “la gente mi vota e non posso essere giudicato”.

I Favisti sanno bene che in Ancona i cittadini, con il loro voto, hanno assegnato ai Favisti un Consigliere. Con la complicità del PD, ma solo grazie al successo del Sindaco Gramillano al ballottaggio, sono diventati tre e a seguito della campagna politico corruttiva sono diventati sei e siccome l’appetito vien mangiando, ora i Favisti ricattano il Sindaco e la Presidente della Provincia rivendicando nuovi assetti, più poltrone, incarichi e strapuntini, e nel frattempo il licenziamento di decine di lavoratori che operano alle Muse.


Intanto il Deputato Favia resta, incompatibile, allo Stabile, nomina per cui i Favisti hanno votato con la Destra (PdL, UDC, Vola Ancona), le dimissioni dell’Assessore Panzini. Non credo che i cittadini di Ancona si debbano rassegnare a tali comportamenti e spero che si realizzi quanto prima un dibattito aperto che impedisca ai Favisti di tenere sotto scacco la città.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-03-2010 alle 19:05 sul giornale del 01 aprile 2010 - 600 letture

In questo articolo si parla di politica, ancona, Eugenio Duca, favisti





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