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comunicato stampa

Binci (SEL): i rigassificatori non portano nuova occupazione ma solo rischi

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Il Consigliere Regionale di Sinistra Ecologia Libertà Massimo Binci, interviene in merito al progetto di Rigassificatore presentato da Api Nova Energia, localizzato a 15 km dalla costa di Falconara, al finanziamento Europeo di 650 mila euro per migliorare la sicurezza e l'impatto ambientale evidenziando i rischi e i costi dei rigassificatori per i cittadini.

“Innanzitutto un rigassificatore è un'industria a rischio d'incidente rilevante che a Falconara si accoppia ad un'altra industria a rischio come la raffineria e la centrale termoelettrica esistenti, ed inserita in un'area già ad elevato rischio di crisi ambientale (AERCA). Studi americani ipotizzano in caso di fuoriuscita di gas dalla nave gasiera scenari di rischio per un diametro di 30 km., per la creazione di una nube gassosa che trasportata dalle brezze marine potrebbe esplodere o incendiarsi in presenza di un innesco (fiamma). La pulizia delle condotte di acqua marina, utilizzate per la gassificazione, immetterebbe tonnellate di ipoclorito di sodio in mare compromettendo l'ecosistema marino con possibili danni a pesca e turismo”.


“Inoltre – continua Binci - il mare Adriatico che ha bassi fondali, ed è già percorso da centinaia di petroliere e da gasiere, sicuramente non reggerebbe in uno scenario di incidente uno sversamento. Bisogna poi puntualizzare l'inesistenza di un Piano Energetico Nazionale , capace di programmare i bisogni di metano e la distribuzione dei rigassificatori sul territorio italiano. Tutti gli studi di settore evidenziano come sufficiente le capacità di approvvigionamento di metano dell'Italia per i prossimi dieci anni e collegano tutti i potenziamenti, anche tramite i rigassificatori, al ruolo italiano di rifornimento di gas agli altri paesi europei”. “Un rigassificatore costa dai 300 agli 800 milioni di euro, i costi sono sostenuti dai soldi prelevati dalle bollette dei cittadini, tramite le tariffe differenziate fissate dall'Autorità dell'energia, che con la delibera 178, azzera anche i rischi di impresa, assicurando anche in caso di mancato utilizzo dell'impianto, la copertura del'80% dei ricavi della potenza nominale del rigassificatore. I rigassificatori – conclude Binci - non portano nuova occupazione nelle Marche, ma solo rischi, ed a livello nazionale tolgono risorse al finanziamento delle reali alternative strategiche per il futuro che sono le energie rinnovabili, il risparmio energetico e le filiere produttive collegate.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 24-03-2010 alle 18:15 sul giornale del 25 marzo 2010 - 535 letture