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comunicato stampa

Lista civica Marche: rischiamo un analfabetismo di ritorno al lavoro

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Liste civiche Marche

L’allarme lanciato dai sindacati nell’incontro organizzato dalle Liste Civiche Marche.

La prossima fase della crisi occupazionale potrebbe essere l’“analfabetismo di ritorno al lavoro”. A dare l’allarme sono stati i sindacati nell’incontro “Imprese e distretto industriale” organizzato dalle Liste civiche Marche e moderato dal capolista Ilja Gardi. “Migliaia di nuovi disoccupati si troveranno nel prossimo biennio a rientrare in un mondo del lavoro diverso da quello in cui sono usciti – ha spiegato Sauro Rossi della Cisl -. Cinquantenni con venti o trent’anni di esperienza lavorativa alla spalle che dovranno ripartire da zero”. Tutto ciò perché “i settori produttivi stanno cambiando radicalmente, alcuni come quello del legno stanno scomparendo dalla realtà pesarese – ha detto Roberto Ghiselli della Cgil -, le macchine utensili non torneranno più ad essere quelle di una volta. E stiamo assistendo anche ad un cambio di proprietà, vedi la Febal o la Prodomo”. Insomma, il distretto industriale pesarese sta vivendo una trasformazione che potrebbe creare qualche disorientamento una volta superata l’emergenza occupazionale. Ma al momento è necessario superare questa fase.


“Gli ammortizzatori sociali stanno per finire – ha denunciato Ghiselli -. Andrebbero rafforzati nella durata e nella qualità”. Gli aiuti economici del Comune o della Provincia, comunque, possono essere solo un tampone. L’unico rimedio è dare nuova linfa al sistema produttivo. Ci devono essere uno sforzo e un impegno coordinati di imprese, banche ed istituzioni. “Le attività economiche devono pensare ad un sistema integrato e puntare alla qualità dei prodotti - è la ricetta di Ghiselli -. Una delle poche aziende pesaresi che non sta soffrendo la crisi ha lanciato un prodotto di qualità a basso prezzo”. “Le banche devono avere regole meno rigide nell’erogazione del credito e le istituzione come la Regione devono cooperare con le imprese nel fornire strumenti di garanzia e devono ridurre la pressione fiscale”, ha dichiarato Giuseppe Cinalli della Confartigianato. “Il sistema bancario ha approcciato aiuti poco soddisfacenti, in pratica ha millantato credito rispetto all’efficienza dei suoi interventi”, ha puntualizzato Rossi.


La necessità di creare un sistema integrato è condivisa da Gardi. Un sistema in cui collaborino non solo le attività economiche, ma anche quelle che offrono servizi. Il contributo della Regione al superamento della crisi è, a suo avviso, indispensabile. “Spetta alla Regione riformare il welfare state, snellire la pressione fiscale, creare le basi di una effettiva integrazione”, ha elencato Gardi. Ma ciò che la Regione deve innanzitutto fare è “superare i protezionismi e accorciare la filiera decisionale, perché ci sono troppi interlocutori intermedi che alzano i costi e rallentano le pratiche, riducendo l’efficienza sia del sistema produttivo che di quello dei servizi, come la sanità”.



Liste civiche Marche

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2010 alle 16:16 sul giornale del 22 marzo 2010 - 1022 letture