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Legambiente: acqua e tariffe, equità sociale e tutela dell\'ambiente

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La tariffa a blocchi crescenti aiuta i single e penalizza i nuclei più numerosi. Una famiglia di 5 persone paga in media il 38% in più a utente rispetto alla tariffa per unico componente Per la giornata mondiale dell’acqua Legambiente chiede più equità nella definizione della tariffa.

Quale è il costo dell’acqua che tutti i giorni esce dai nostri rubinetti? Se lo è chiesto Legambiente Marche proprio in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua che si celebrerà lunedì 22 marzo prossimo. L’associazione ambientalista ha condotto uno studio sui costi dell’acqua potabile nei cinque capoluoghi di provincia Pesaro, Ancona, Macerata, Fermo ed Ascoli Piceno ponendo l’attenzione alla composizione dei nuclei familiari. Il consumo medio pro-capite di acqua potabile nella Regione Marche è stato nel 2008 di 75,7 m3. Considerando questo consumo medio, una utenza formata da un singolo componente paga l\'acqua €1,27 per m3, una formata da 3 componenti paga l\'acqua €1,56 per m3, il 23,4% in più, e una utenza formata da 5 componente paga l\'acqua €1,75 per m3, il 37,7% in più. Lo studio mette in luce come la tariffa a “blocchi crescenti”, ovvero l\'aumento della tariffa in base ai consumi, penalizza le famiglie più numerose che spesso sono anche quelle economicamente più deboli.


Maggiormente svantaggiate sono le utenze composte da 5 persone delle città di Ascoli Piceno e Fermo che pagano la bolletta più salata spendendo €1,93 per m3, seguono le utenze pesaresi composte da 3 persone che spendono €1,89 per m3. Nel comune di Pesaro l\'\'incremento per le utenze composte da 5 persone si riduce perché l’AATO n.1 prevede delle agevolazioni alle famiglie con più di 4 componenti. Mentre paga l\'acqua al prezzo più basso l’utenza formata da un singolo componente delle città di Ascoli Piceno e Fermo con una spesa di €1,08 per m3, Queste differenze di costo non sono trascurabili se si considera che la famiglia media marchigiana è composta da 2,6 persone e spende mediamente per l’acqua potabile 295 euro l’anno. “La tariffa a blocchi crescenti può essere un buono strumento per ridurre i consumi di acqua e quindi gli sprechi,” ha dichiarato Leonello Negozi, curatore dello studio sui costi dell’acqua nella Regione e membro della segreteria di Legambiente Marche “a patto che sia applicata tenendo conto dei componenti il nucleo familiare che usufruiscono dell\'utenza, altrimenti diventa fonte di non equità sociale caricando il peso della bolletta in misura maggiore sulle famiglie più numerose” “Recentemente le AATO hanno introdotto una tariffa sociale per le famiglie con più basso reddito e questo, se da un lato ha aiutato alcune utenze molto deboli” continua Negozi “dall’altro però, non ha corretto l’anomalia dell’impostazione tariffaria”.


Legambiente propone di monitorare le differenti articolazioni tariffarie in termini di equità, valutando l’incidenza della tariffa sul reddito familiare, con o senza agevolazioni, arrivando alla formulazione di “scaglioni” personalizzati che non penalizzino eccessivamente una categoria sociali rispetto ad un’altra. “Inoltre – conclude Negozi – questa articolazione tariffaria in fasce di consumo a blocchi crescenti influisce anche negativamente sulla sostenibilità ambientale. Chi ha bassi costi tariffari è ovviamente meno propenso al risparmio mentre chi vede applicarsi costi tariffari più alti è portato a ridurre i consumi anche per usi prioritari ed indispensabili come igiene personale, sicurezza alimentare e consumi civici essenziali.”





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-03-2010 alle 15:27 sul giornale del 22 marzo 2010 - 1168 letture