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comunicato stampa

Progetto Open, immigrazione servono procedure univoche

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Marco Amagliani

Omogeneità di procedure burocratiche per le pratiche che riguardano i cittadini immigrati, perché le regolamentazioni son troppo frammentate sul territorio e molti enti e istituzioni preposti al rilascio di autorizzazioni o di permessi utilizzano procedure non omogenee.

Questa l’esigenza che è emersa con maggiore insistenza nel corso del seminario “ Minoranze etniche ed immigrati:azioni positive per la tolleranza ed il rispetto”, organizzato in Regione nell’ambito del progetto transnazionale OPEN e organizzato dai Servizi sociali della Regione Marche in collaborazione con SVIM. I numerosi relatori hanno messo in luce che nelle Marche non esistono particolari problemi per i 131.033 mila immigrati- l’8,3% della popolazione- anzi c’è un buon indice di “rendimento” globale in rapporto al fenomeno migratorio per la nostra regione, siamo al 4° posto dopo Emilia Romagna, Piemonte e Abruzzo, come ha evidenziato Eduardo Barberis , sociologo dell’Università di Urbino. Ma – ha ricordato l’assessore regionale all’Immigrazione, Marco Amagliani in apertura dei lavori – occorre consolidare il dato positivo dell’indice di integrazione per le Marche, seconde solo al Veneto.


E l’impegno della Regione è stato in tal senso, oltre che cercare di reperire risorse, regolamentare la materia attraverso vari provvedimenti e leggi. Barberis è stato il primo ad evidenziare la frammentazione di regolamenti, lasciati, anche da parte dell’Unione Europea, ad un localismo accentuato. Barberis ha parlato anche di un modello di “micro regolazione locale” che nuoce al coordinamento delle politiche di immigrazione. Il sociologo Gabriele Sospiro- ha invece illustrato alcuni dati che caratterizzano l’immigrazione marchigiana: al contrario di quanto si possa pensare, il 60% della popolazione immigrata proviene dai Paesi UE, mentre il 21 % dall’Africa e il 14% dall’Asia. Dall’Albania il maggior numero, poi Romania, Marocco, Macedonia e Cina. Sono soprattutto giovani e intere famiglie – segno che nelle Marche c’è un immigrazione a carattere di stabilità. Per quanto riguarda il lavoro, nel 2008 , secondo il dossier Caritas Migrantes, i lavoratori nati all’Estero sono 85 mila, il 17% del totale e il 54,8% è impiegato nell’Industria soprattutto in provincia di Pesaro-Urbino e Macerata.


A marzo 2009 erano 7782 le imprese individuali fondate da immigrati, facendo risultare le Marche all’8° posto tra le regioni italiane per numero di titolari d’azienda stranieri. Altri relatori, come Andrea Rosenthalhanno evidenziato l’aspetto della giustizia per gli immigrati: solo l’8% delle espulsioni è effettuato in seguito ad un reato penale compiuto, mentre il resto riguarda casi di irregolarità. L’80% degli immigrati si rivolge ai centri d’ascolto della Caritas - ha detto Simone Breccia - ma c’è una differenza tra le povertà, riscontrata nell’esperienza: quella italiana è più cronica, mentre le povertà degli immigrati sono variabili e per lo più si attestano su 1 anno, riguardando di più il problema dell’accoglienza. Altro problema prospettato e molto sentito è quello dell’attesa per i permessi di soggiorno che varia dai 6 ai 12 mesi, tempi troppo lunghi e procedure troppo variegate per ottenerlo, ha detto Sandra Magliulo dei CIR (Consiglio Italiano per i Rifugiati). Sono intervenuti poi i rappresentanti delle comunità straniere, tra questi Mohamed Nour Dachan dell’Unione delle Comunità Islamiche che ha richiamato un messaggio di solidarietà e cooperazione per poter applicare tutti i giorni il concetto di convivenza. Quindi Mamadou Saliou Diallo, Presidente dell’Associazione Senegalesi di Porto Recanati che ha raccontato la sua esperienza. A conclusione il dirigente dei servizi Sociali, Paolo Mannucciha annunciato che i risultati del ciclo di sei seminari organizzati dalla Regione, saranno portati il 21 aprile a Dresda per confrontarli con le altre regioni partner (Aragona - Spagna; Sassonia - Germania; West Midlands - Inghilterra). Da lì partirà una seconda fase del Progetto OPEN: riportare i risultati agli attori politici per poi definire le linee guida generali con la Commissione Europea.



Marco Amagliani

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-03-2010 alle 17:48 sul giornale del 20 marzo 2010 - 694 letture