Pcl: la democrazia è partecipazione

Partito Comunista dei Lavoratori 2' di lettura 04/03/2010 - La composizione del futuro Consiglio Regionale delle Marche sarà viziata da una legge elettorale piena di inutili procedure burocratiche e palesemente antidemocratica! Le firme da raccogliere per una lista autonoma erano sproporzionate: il doppio che per le politiche e per le europee. 

Il nostro Partito, anche se ancora piccolo, meritava di partecipare a queste elezioni, sia per le molte lotte intraprese al fianco dei lavoratori, sia per il nostro sostegno verso le classi più deboli della società, ovunque ci sia possibile. Ma paghiamo la nostra totale autonomia dai due principali schieramenti. A Bologna, con un provvedimento prefettizio ci è stata vietata la raccolta di firme nel centro storico, sono arrivati perfino a condannare penalmente alcuni compagni di Forlì, che hanno subito una condanna penale a causa di un volantinaggio non autorizzato. A differenza della PDL del Lazio, accusata di aver violato la legge, il PCL della Calabria è accusato di averla applicata. E’ incredibile, ma è proprio così. In Calabria il Partito comunista dei lavoratori è stato escluso dalle elezioni regionali perché ha pienamente rispettato la nuova legge elettorale regionale e le prescrizioni formali della Giunta Loiero.



Intanto però, stanno studiando il modo per ammettere la Polverini pur non avendo, di fatto, presentato la lista nei termini previsti. Nel Lazio, dopo essere stati loro stessi vittime delle proprie leggi classiste, chiedono all’intero mondo politico di essere riammessi alle regionali in nome della “democrazia del buon senso”, allo stesso modo, in nome della democrazia chiediamo che siano riammessi tutti gli altri partiti, a cominciare dal Partito Comunista dei Lavoratori che a causa di una legge “non proporzionale” e quindi antidemocratica non ci permette di rappresentare gli interessi dei lavoratori, dei precari, dei pensionati, dei giovani, dei migranti, delle classi più deboli della società. Per un pugno di firme mancante, non si può negare al popolo il diritto di andare a votare scegliendo in piena libertà da chi vuole essere rappresentato.



Diversamente, rimarremmo sempre di fronte ad una grande truffa elettorale, gestita consapevolmente dai due blocchi politici attualmente esistenti. Ne fanno le spese i piccoli partiti che saranno, sempre più, esclusi dalla proposta politica. Ma sono colpiti, molto di più, gli elettori ingenui che credono, ancora, nelle elezioni come espressione massima della democrazia.


da Partito Comunista Italiano
Comitato Regionale Marche
 





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 04-03-2010 alle 18:38 sul giornale del 05 marzo 2010 - 637 letture

In questo articolo si parla di politica, Partito Comunista dei Lavoratori – Coordinamento Regionale delle Marche, Partito Comunista dei Lavoratori