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Ancona: alle Muse l\'amore tragico di Lucrezia Borgia

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Con un lungo e meritatissimo applauso – e il pubblico in piedi – si è conclusa la replica di “Lucrezia Borgia”, andata in scena in forma di concerto al Teatro delle Muse.

Il dramma in tre parti, musicato da Gaetano Donizetti nel 1833 su libretto di Felice Romani, è tratto da un soggetto di Victor Hugo. Del grande scrittore francese si riconosce l\'impronta nella struttura compositiva dell\'opera, in cui ogni elemento, anche il più semplice, assolve una funzione narrativa. La musica di Donizetti, d\'altro canto, possiede proprio quel talento adatto a dipingere, come se si trattasse di una serie di quadri, il complesso gioco dei sentimenti che animano le scene notturne del dramma, ambientato fra Venezia e Ferrara.

Una straordinaria Mariella Devia ha conferito al personaggio di Lucrezia una forza tragica, senza tempo: la crudeltà “necessaria” della politica, che non tollera debolezze, e l\'amore infelice di una madre disegnano un personaggio femminile complesso e intrigante, che la voce potente e sicura della Devia ha reso palpabile sin dai primi movimenti. Notevoli sono state anche le interpretazioni di Giuseppe Filianoti (nel ruolo di Gennaro), Marianna Pizzolato (Maffio Orsini) e Alex Esposito (il duca Alfonso d\'Este). L\'Orchestra Filarmonica Marchigiana e il Coro Lirico Marchigiano, diretti rispettivamente dai maestri Marco Guidarini e David Crescenzi, hanno eseguito con grande naturalezza e rigore le partiture del dramma donizettiano: un\'opera ingiustamente considerata minore e che invece merita di essere allestita più spesso, insieme agli altri celebri componimenti del maestro bergamasco.


Questo è un articolo pubblicato il 25-02-2010 alle 21:04 sul giornale del 26 febbraio 2010 - 706 letture