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comunicato stampa

La Amati sulle regionali: \'Le alleanze si fanno sui programmi\'

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Silvana Amati
L’appuntamento elettorale di marzo rappresenta il primo vero banco di prova del PD dopo le elezioni politiche di quasi due anni fa e soprattutto dopo il congresso e le primarie di ottobre.
Un banco di prova importante in un momento di grave crisi economica, con la cassa integrazione aumentata di dieci volte e la disoccupazione in crescita allarmante, dal 6 all’8/9%. Il mercato del lavoro funziona con gli stessi strumenti di quando la crisi non c’era , il rischio sociale è dietro la porta mentre questo Governo sta a guardare e non ha fatto nulla di concreto per fare fronte all’emergenza, a partire dalla riforma degli ammortizzatori sociali . Vincere il confronto elettorale, mantenendo cioè il maggior numero di Regioni al centrosinistra, vincere nelle città dove si va al voto, ottenere buoni risultati nel consenso al PD, non vuol dire occuparsi di questioni di parte, ma dare una speranza al Paese che alle prossime elezioni nazionali Berlusconi, Fini e Bossi non decidano più della vita degli italiani. Per questo anche le alleanze contano non poco visto che da sempre sappiamo che da soli non si vince.


E’ovvio che queste si debbano basare sui programmi e credo che sul programma e non sui simboli si debba decidere l’alleanza per le Marche, così come si è decisa l’alleanza per Senigallia del candidato a sindaco Maurizio Mangialardi. Sarebbe anche utile ricordare che l’ eventuale allargamento della maggioranza regionale all’UDC prevede il rapporto con una forza che è di opposizione a questo Governo, che vota quasi sempre con noi in Aula alla Camera e al Senato e che ha marcato una distanza significativa dal centro destra. E’ infatti già in 3 regioni con noi e va in altre da sola, favorendo così oggettivamente i nostri candidati. Quanto alla sinistra cosiddetta radicale, visto che anche noi pensiamo di rappresentare le ragioni storiche della sinistra, spero vivamente che ci si attenga alle scelte programmatiche e al lavoro fatto insieme per decidere le alleanze. Il momento è delicato e difficile e ci vuole prudenza e senso di responsabilità da parte di tutti gli attori in campo per non dare spazi nuovi alla destra che da noi è in oggettive difficoltà. Questa considerazione vale anche per Senigallia dove con il successo di Maurizio Mangialardi alle primarie di coalizione si è costruito un percorso forte, un consenso partecipato e una alleanza importante con le forze che hanno sostenuto la candidatura della dottoressa Paci. Una alleanza su basi programmatiche locali che guardano al buon governo passato e futuro di Senigallia.


Mi stupiscono un poco oggi le voci diverse, apparse suoi blog, di quanti, venendo da storie assai differenti e spesso lontane, manifestano critiche temendo l’appannamento dell’immagine cosiddetta di sinistra delle scelte del PD, regionale, provinciale e locale. Voci che non ricordo di aver sentito quando nella passata legislatura Rifondazione Comunista, nostra alleata al voto del 2005, usciva dalla maggioranza cittadina. Credo che potremo tranquillizzare i nostri iscritti , aderenti ed elettori, che fino ad oggi non sono stati pochi e che speriamo di accrescere. I programmi per il futuro delle Marche e della città di Senigallia tengono conto della nostra storia, del buon governo da anni sperimentato, di una direzione politica responsabile che, dopo il congresso, sostiene con serietà la linea proposta dal segretario di tutti, che è Bersani e che lavora con coerenza, a partire dal tesseramento, a rafforzare il partito, primo strumento di partecipazione politica per chi ha scelto il PD.



Silvana Amati

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-02-2010 alle 16:07 sul giornale del 09 febbraio 2010 - 855 letture