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Legambiente ha presentato il rapporto Pendolaria

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Legambiente Marche presenta il rapporto Pendolaria: il vero nemico dei pendolari si conferma la strada.

La Regione ha investito e continua ad investire troppo poco sui treni Nel 2009 il governo regionale ha speso lo 0,25% del bilancio sui binari mentre aumentano tagli e disagi Legambiente: “Invertire la rotta subito e spostare gli investimenti dalle strade alle ferrovie per il bene della Regione, dei cittadini e dell\'ambiente” Ogni giorno sui 391km della linea ferroviaria marchigiana si muovono 24.000 pendolari, 4.500 dei quali sono abbonati ma molti di più sarebbero disposti ad utilizzare il treno per i loro spostamenti se solo il servizio fosse più efficiente. A denunciarlo è il rapporto Pendolaria di Legambiente, lo studio che fotografa la situazione del trasporto ferroviario regionale che vuole dare visibilità ai cittadini utenti del trasporto locale e sostenere una battaglia di civiltà per avere treni nuovi, più numerosi e puntuali, carrozze pulite e non sovraffollate, servizi migliori nelle stazioni, maggiori informazioni ai viaggiatori, collegamenti e tariffe che migliorino gli spostamenti quotidiani riducendo il mezzo privato.




Lo studio è stato presentato ieri mattina nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato tra gli altri Edoardo Zanchini responsabile trasporti di Legambiente nazionale, Pietro Marcolini assessore ai trasporti della Regione Marche, Luigino Quarchioni presidente di Legambiente Marche, Gianfranco Borgani della segreteria di Legambiente Marche e la senatrice Silvana Amati. La vita dei pendolari si conferma ancora una volta piena di disagi ed imprevisti, nonostante la Regione abbia fatto qualche passo avanti e sia stato firmato, nello scorso novembre, il nuovo Contratto di Servizio. Per il 2008 il governo regionale aveva stanziato lo 0,05% del bilancio per le infrastrutture ferroviarie, nel 2009 risulta assegnato ai binari lo 0,25%. “Un piccolo passo che però non basta” Commentano così i dati Edoardo Zanchini responsabile trasporti di Legambiente nazionale e Luigino Quarchioni presidente di Legambiente Marche. “Siamo convinti che la Regione debba essere più coraggiosa e investire molto di più sul trasposto ferroviario.



E’ necessario quindi invertire la rotta immediatamente e spostare gli investimenti dalle strade ai binari. Solo così riusciremo a rispondere alle reali esigenze dei cittadini che, soprattutto in questo momento di crisi, hanno bisogno del trasporto pubblico, oltre che diminuire il trasporto su gomma, una delle cause di sforamento di polveri sottili che proprio in questi giorni ha visto il capoluogo dorico conquistare un triste primato.” Il nemico numero uno dei pendolari si conferma la strada. La Regione ha speso, dal 2003 al 2009, 75,56 milioni di euro per le strade e 4,74 milioni di euro per le ferrovie, vale a dire il 94,09% sul cemento e il 5,91% sui binari. Un confronto che fa arrossire la Comunità Europea e indignare i pendolari marchigiani. Dei finanziamenti stanziati dalla Legge Obiettivo nella Regione, 210 milioni di euro sono stati destinati alle ferrovie, investimento finalizzato alla sola costruzione del by pass all’altezza della raffineria Api, mentre ben 1.250,38 milioni di euro sono stati dirottati su strade e autostrade. Non è previsto neanche un euro per il raddoppio della Orte-Falconara, snodo fondamentale per il collegamento con Roma e tutta la linea tirrenica, che ha un unico binario per la maggior parte del tratto. Ottimo il segnale proveniente dalla Provincia di Ascoli Piceno, che in accordo con la Regione, ha investito 8,4 milioni di euro dei fondi FAS sull’elettrificazione della linea Porto d’Ascoli-Ascoli Piceno. Eppure un altro scenario per i pendolari marchigiani è possibile. “Ormai possiamo considerare i 180 km di costa adriatica, in cui vive oltre il 70% della popolazione regionale, come un’unica città - continua Legambiente – in cui sviluppare un sistema di metropolitana leggera che consenta ai viaggiatori di raggiungere tutte le località costiere regionali.



Questo però senza dimenticare il resto del territorio come, in maniera lungimirante ha fatto lo scorso anno l\' amministrazioni provinciale di Ascoli Piceno in accordo con la Regione, investendo gran parte dei fondi FAS sull’acquisto di materiale rotabile e per l’elettrificazione delle linea interna. La nostra Regione sta pagando proprio in questi giorni, a causa degli ultimi tagli di Trenitalia, un ritardo infrastrutturale molto pesante nella rete ferroviaria. Il nuovo orario dei treni, entrato in vigore lo scorso 13 dicembre, è anche il risultato dei pochissimi fondi stanziati in questi anni per il trasporto ferroviario a sostegno del potenziamento delle infrastrutture viarie. Il tentativo di indebolire il trasporto pubblico su binari va avanti da troppi anni anche a causa degli interventi quasi esclusivamente a favore dell’ampliamento della rete stradale che il governo nazionale e i governi regionali, compreso quello marchigiano, hanno sostenuto negli ultimi anni. Bisogna richiamare la Regione alle proprie responsabilità.



Con il contratto di servizio è la Regione che definisce le regole, gli orari, la qualità del servizio sui treni e che deve difendere i pendolari. Si deve dare priorità al trasporto pubblico negli investimenti infrastrutturali, concentrando l’attenzione sul miglioramento del servizio nel suo complesso, dando voce ai cittadini che si muovono in treno. E’ necessario inoltre –conclude Legambiente- legare le politiche dei trasporti alle scelte urbanistiche nelle aree cittadine per condividere e coordinare gli obiettivi della mobilità.” All\'incontro erano state invitate le associazioni dei consumatori, dei pendolari e tutti i parlamentari marchigiani.





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-02-2010 alle 16:09 sul giornale del 06 febbraio 2010 - 2193 letture