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comunicato stampa

Integrazione degli alunni stranieri, prima riunione del gruppo di lavoro misto

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Confronto sulla circolare ministeriale che fissa il tetto del 30% di alunni stranieri nelle classi.

Lavorare tutti insieme per costruire una Scuola che sia luogo privilegiato di integrazione sociale. Questo il messaggio evidenziato nella riunione del gruppo di lavoro misto Regione – assessorato all’Istruzione, Ufficio Scolastico regionale, Unione Province Italiane (UPI) e Associazione dei Comuni (ANCI) - tenutasi ieri presso l’assessorato regionale all’Istruzione, per un primo confronto interpretativo e interlocutorio sugli adempimenti che richiede la circolare del Ministero “Indicazioni e raccomandazioni per l’integrazione di alunni con cittadinanza non italiana”. La situazione delle Marche, proprio per la spiccata caratteristica di essere “città-regione, fuori da dinamiche metropolitane, non è emergenziale, anzi registra un forte indice di integrazione sociale, ma sussistono comunque realtà di scuole dove la concentrazione di alunni stranieri è molto vicina al limite del 30% fissato dalla circolare ministeriale dell’8 gennaio. Nelle Marche,secondo una recente rilevazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, gli alunni stranieri al 31 ottobre 2009 sono complessivamente 25.597 su un totale di 214.540 studenti.



Il massimo numero, 8.784 è concentrato nella scuola primaria dove la percentuale media più alta, 14%, si registra in provincia di Macerata, con punte vicine al 30% in alcune scuole di Caldarola (23,6), Corridonia (25,2), Porto Recanati (29,5). Mentre Ancona si attesta sull’11.78% con realtà di alcune scuole del capoluogo con il 29,6%, Fabriano (25,8), Jesi (23,4); ad Ascoli Piceno ( dati comprensivi anche della provincia di Fermo) con una media del 10,38% ci sono scuole con il 23,4% di alunni stranieri (a Monte Urano) e a Pesaro con l’11,92 in una scuola di Piandimeleto si raggiunge il 25,8%. Concentrazioni analoghe le troviamo anche negli Istituti Professionali. Le percentuali si riferiscono complessivamente all’intera istituzione scolastica, è quindi ovvio che il dato analitico delle singole classi può superare di molto il tetto stabilito del 30%.



La finalità del gruppo di lavoro era quello di iniziare un percorso di lavoro su linee d’azione comuni tra vari attori del territorio per progettare criteri e indirizzi rinnovati al fine di valorizzare quelle scuole che contano il maggior numero di alunni stranieri, attraverso una progettualità omogenea e una ottimizzazione delle risorse che tutti gli enti pubblici mettono in campo, con l’intento di scongiurare marginalizzazioni che nuocerebbero a tutta la comunità. L’obiettivo culturale è dunque quello di rendere attraenti le scuole che contano il maggior numero di studenti stranieri anche ai ragazzi italiani, offrendo loro i valori e i saperi degli alunni stranieri, secondo una logica di scambio culturale non solo nel classico modello dei viaggi nei Paesi stranieri, ma nella stessa sede d’ Istituto, consentendo quindi un duplice scopo: consolidare le radici culturali di giovani nati in Italia da famiglie straniere, che sempre più rischiano di perdere identità e arricchire i ragazzi italiani attraverso un’offerta formativa diversificata e nuova.



In tal senso la Regione lavorerà in sinergia tra i due assessorati – Istruzione e Servizi sociali – con l’Ufficio Scolastico e gli enti locali per approfondire i margini di flessibilità della circolare ministeriale, dare tempestive e utili indicazioni alle scuole, costruire linee di intervento che rispondano alle esigenze più rilevanti, creare una rete a supporto del territorio per essere operativi dal prossimo anno scolastico.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2010 alle 18:30 sul giornale del 04 febbraio 2010 - 1149 letture