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comunicato stampa

Corridonia: \'Solo per giustizia, Vita di un magistrato contro la camorra\'

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Geografia giudiziaria
Il Comune di Corridonia, Assessorato per le Politiche per la Sicurezza, promuove per giovedì 4 febbraio 2010 alle ore 18,00, presso il Teatro storico \" G.B. Velluti” in Piazza del Popolo, a Corridonia, un incontro con Raffaele Cantone già sostituto procuratore presso la Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli, attualmente magistrato presso il Massimario della Cassazione e autore del libro ‘Solo per Giustizia’. Raffaele Cantone, nato a Napoli nel 1963, è stato sostituto procuratore a Napoli, dove nel 1999 è approdato alla Direzione distrettuale antimafia e attualmente è magistrato presso il Massimario della Cassazione.

Nelle ultime tre legislature è stato consulente della Commissione parlamentare antimafia. Ha scritto numerosi articoli su argomenti giuridici, apparsi su riviste specializzate, e alcune monografie in materia di diritto penale sostanziale e processuale. Collabora con il giornale ‘Il Mattino’. È sposato e ha due figli. Vive da anni sotto scorta.


‘Solo per giustizia – Vita di un magistrato contro la camorra’ è il titolo del libro scritto da Raffaele Cantone detto anche il ‘professore’, questo è il soprannome che gli hanno affibbiato i colleghi per la sua bravura nello scrivere numerosi articoli giuridici ed alcune monografie in materia di diritto penale sostanziale e processuale, è anche collaboratore della Commissione parlamentare antimafia e scrive articoli per il giornale “Il Mattino” di Napoli. Il libro è il racconto della sua vita di ragazzo vissuto a Giugliano con aspirazioni e desideri cresciuti in una città ad alto tasso di criminalità organizzata, prima laureato in giurisprudenza che ambiva a diventare avvocato, poi uditore giudiziario, pubblico ministero presso la ‘Procurina’ e successivamente con lo stesso ruolo alla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli dove si è occupato di criminalità organizzata della zona del casertano.


L’autore, con toni pacati che arrivano dritti al cuore, racconta la sua esperienza attraverso le emozioni che provava quando otteneva un risultato positivo e vincente contro la camorra o quando è stato calunniato e rischiava di non essere più credibile fino a quando ha lasciato il suo ufficio della DDA, i colleghi, le segretarie e gli uomini della scorta ormai diventati di famiglia. Scrive delle paure e delle curiosità dei figli Claudia ed Enrico soprattutto quando sono stati costretti a vivere sotto scorta perché lui era minacciato di morte, così come del sostegno della madre, dei fratelli e della moglie Rosanna. Ma tutto il racconto di “uomo in prima linea” è pieno di emozioni così come lo sono i rapporti con i collaborati amministrativi, i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri che gli fanno da scorta ed i criminali suoi avversari tutti chiamati per nome in modo da renderli umani e rendergli la dovuta importanza.


Non è il freddo racconto della storia giudiziaria che lo ha visto contrapposto alle illegalità commesse dai vari clan camorristici di Mondragone e Casal di Principe ma spiega lo sconcertante potere delle mafie per meglio far apprezzare l’impegno che, per senso del dovere e con grandi sacrifici, molti uomini profondono, continuando a lottare per rendere il nostro paese uno stato di diritto. Raffaele Cantone e chi come lui e con lui ha vissuto questa esperienza non si sentono eroi ma solo persone che ogni mattina fanno il proprio dovere “solo per giustizia”.



Geografia giudiziaria

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-02-2010 alle 01:18 sul giornale del 03 febbraio 2010 - 722 letture