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Wwf: \'Giù le mani dai fondi per il San Vicino\'

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La decisione di individuare le Comunità Montane di San Severino e Cingoli quali enti gestori della nuova Riserva naturale regionale di San Vicino e Canfaito, di per sé, già presenta le sue gravi carenze, che stanno proprio nella precarietà istituzionale dei due Enti, attualmente in fase di drastica riduzione e nella ancor più pesante situazione economica dei loro bilanci finanziari.
A riprova di ciò, ci sono giunte voci preoccupanti, circa i contenuti dell’ultima riunione dei due enti destinati per legge alla fusione. In particolare, ci è stato riferito che si sia parlato di risorse finanziarie a disposizione delle due Comunità Montane. A questo proposito, sembrerebbe che i bilanci dei due enti in questione, non permettano nemmeno la loro minima gestione, tanto da mettere in dubbio anche il pagamento degli stipendi dei propri dipendenti.

Per ovviare a questo serio problema, qualcuno avrebbe allora avanzato la proposta di utilizzare i fondi del PTRAP 2010/2012 (Programma Triennale Regionale Aree Protette), in discussione nella prossima riunione del Consiglio regionale, destinati alla neonata Riserva naturale regionale dei monti San Vicino e Canfaito, che, guarda caso, dovrà essere gestita proprio dalla nuova Comunità Montana. Secondo il PTRAP 2010/2012, infatti, alla Riserva del San Vicino andrebbero nel triennio fondi equiparabili a quelli destinati alle altre Riserve nella nostra Regione e comunque non inferiori ai 250.000 euro. Alla luce di tutto ciò, si spiegano ora meglio i motivi di ammorbidimento delle posizioni di alcuni politici locali, i quali, evidentemente, avrebbero accelerato i tempi di istituzione della nuova area protetta solo con il preciso scopo di sostenere finanziariamente la Comunità Montana, giustificandone quindi la sua stessa esistenza.

Come WWF riteniamo che i fondi del PTRAP riservati agli investimenti ed alle spese correnti necessari alla gestione della Riserva, debbano essere spesi esclusivamente per le finalità prescritte dalle norme. Gli investimenti dovranno infatti essere spesi all’interno dell’area protetta, mentre le spese per i funzionari dovranno essere ben definite in funzione delle attività e delle funzioni strettamente necessarie alla gestione della Riserva. Quindi il bilancio della Comunità Montana dovrà essere tenuto ben separato da quello della Riserva e presentato con la trasparenza prescritta dalla corretta gestione finanziaria degli enti pubblici. Su tutto questo vigileremo costantemente affinché non venga distratto neppure un euro, destinato alla Riserva naturale, per pagare le indennità degli amministratori. Infatti, uno dei motivi per cui non si è data la gestione dell’area protetta ad un ente autonomo è stato proprio per evitare l’aggravio della spesa di gestione di un nuovo ente con nuovi amministratori.

Terremo quindi particolare controllo alla gestione del bilancio e chiederemo anche alla Regione Marche di fare altrettanto per le proprie competenze. Naturalmente il WWF, tutte le associazioni e tutti i cittadini che hanno dedicato 8 anni alla istituzione della Riserva naturale, continueranno il loro abituale lavoro, con proposte di gestione e controllo continuo, affinché il buon giorno si veda già dal mattino. Ci auguriamo quindi che il futuro ente gestore sappia far fruttare veramente questi fondi, ma, soprattutto, che li sappia spendere bene per le finalità per cui saranno erogati!


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-02-2010 alle 13:27 sul giornale del 02 febbraio 2010 - 1081 letture