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comunicato stampa

Macerata: distretti agroalimentari, nuove opportunità per le Marche

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Un momento di confronto aperto ed estremamente costruttivo tra Regione, Enti e associazioni di categoria, quello ospitato oggi all’Università di Macerata, sul tema del convegno “ i Distretti Rurali ed Agroalimentari di qualità nelle Marche”.

Naturale e condivisa è apparsa l’analisi di fondo che, da diversi punti di vista, ha evidenziato le oggettive criticità del sistema rurale e territoriale marchigiano. Non servono da soli i bei colori delle nostre campagne a sostenere il mondo agricolo e la cultura agganciata alle filiere. E’ chiara la necessità di sostenere e governare una nuova visione e un sostegno strutturato a favore dello sviluppo rurale. A discutere sulla proposta di legge regionale, che disciplinerà i Distretti Rurali e Agroalimentari di Qualità, il vice presidente della Regione Marche Paolo Petrini il preside di facoltà Adornato che ha aperto i lavori, Maria Angela Perito, ricercatrice INEA, Roberto Pagni area di coordinamento Sviluppo Rurale Regione Toscana, Andrea Arzeni INEA Marche.


Lo sviluppo delle Marche “non può esser visto solo come una grande autostrada, il nostro futuro è fatto di tante stradine, ognuna delle quali apre orizzonti diversi e risorse spesso troppo polverizzate da valorizzare - dice l’assessore Petrini - per dare impulso a queste potenzialità si devono però stabilire norme che rispondendo alle istanze del territorio, inquadrino distretti e progetti in una visione strategica. E’ necessario integrare in modo virtuoso percorsi già attivati come nel caso dei bandi di filiera del Programma di Sviluppo Rurale”. Pagni, presente in videoconferenza ha raccontato le esperienze in Toscana evidenziato i punti di interesse con la nostra regione e l’opportunità condivisa di un confronto sulle normative, mentre Maria Angela Perito dell’INEA è intervenuta analizzando in generale i fattori di competitività e l’importanza anche sociale di distretti e filiere.


“Sono una grande risorsa – dichiara la Perito – a patto che siano le aziende e il territorio nella sua eterogeneità, in una visione condivisa e identitaria locale, a determinare la competitività del un distretto”. Dedicato specificamente alle Marche l’intervento di Arzani, responsabile regionale INEA, che definendo il capitale territoriale come “il complesso degli elementi materiali e immateriali a disposizione del territorio” auspica, parte in causa chiamato a collaborare dalla regione, una normativa “lieve” che consenta di valutare progetti e proposte in modo semplificato per gli attori interessati. La mattinata è stata chiusa dall’interessante tavola rotonda che ha visto aggiungersi alla discussione, responsabili di Enti e associazioni di categoria. Sono intervenuti Giancarlo Ceccaroni presidente Confagricoltura Marche, Giancarlo Santi vice presidente CIA Marche, Francesco Fucili presidente provinciale Coldiretti Macerata e Riccardo Maderloni del GAL colli Esini. Ancora un momento di approfondimento quindi per riflessioni nate dall’esperienza a dai riferimenti diretti con il territorio. Uno scambio fortemente voluto dalla Regione a cui è andato, tra alcuni dubbi legittimi e osservazioni proprositive, il riconoscimento unanime per l’attenzione allo sviluppo rurale e ai distretti.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-11-2009 alle 16:34 sul giornale del 28 novembre 2009 - 980 letture