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La Regione emana l\'atto di indirizzo applicativo e interpretativo sul Piano casa

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La Regione Marche emana, previa intesa con l\'ANCI, la D.G.R 1991 con la quale si dà interpretazione e applicazione alla L.R 22/2009 contenente le disposizioni sul Piano - casa. Edifici rurali, l\'accorpamento si configura come aggiuntivo all\'ampliamento. Confermato l\'obbligo dei Comuni di dare attuazione alla Legge in Consiglio Comunale entro 45 giorni dall\'entrata in vigore

Approvata ieri dalla Giunta della Regione Marche, previa intesa con l\'ANCI, la delibera applicativa e interpretativa della L.R n.22 del 2009, il cosiddetto Piano - casa.

Il Piano - casa poggia su tre linee guida principali: ampliamenti, demolizioni e ricostruzioni di edifici.

Per edificio, secondo la delibera, deve intendersi quel fabbricato o la parte di esso destinato esclusivamente o prevalentemente ad abitazione; per fabbricato non residenziale si intende quel fabbricato o la parte di esso destinato esclusivamente o prevalentemente ad uso non residenziale.

La legge distinguerà tra edifici residenziali e non residenziali. Per i primi, possibilità di ampliamento anche oltre il 20 % della volumetria esistente e un possibile aumento della superficie di 95 mq più 18 per autorimessa o posto auto, per quelli di superficie complessiva inferiore a 80 mq. Tra quelli non residenziali, da segnalare l\'alternatività dell\'ampliamento e dell\'ampliamento in altezza, con la specificazione che l\'incremento in altezza riguarderà solo la parte ampliata.

Saranno ammessi interventi sui fabbricati anche nel caso in cui lo strumento urbanistico preveda la demolizione e ricostruzione di un edificio.

Ulteriori capacità edificatorie o eventuali ampliamenti sugli edifici previsti dagli strumenti urbanistici non sono cumulabili con quelli previsti dalla Legge. Prevista inoltre la realizzabilità dell\'eventuale quota residuale, decurtata dalla quota di ampliamento già realizzata in applicazione della legge.

L\'ampliamento (Art. 1 L.R 22 del 2009) potrà essere abbinato a cambi di destinazione d\'uso, purchè quest\'ultima sia conforme alle previsioni urbanistiche e previo un effettivo aumento volumetrico.

Edifici ricadenti in insediamenti di carattere industriale o ad essi assimilabili
: individuato un criterio proporzionale - in relazione all\'incremento richiesto rispetto alle capacità edificatorie massime previste dalle norme urbanistiche vigenti e gli standard minimi sanciti dal DM - con cui calcolare le aree a standard che debbono essere garantite o monetizzate. A tal proposito la delibera statuisce che i Comuni individueranno parametri per definire la capacità edificatoria massima finalizzata all\'applicazione di tale criterio.

Infine chiarita la possibilità per i Comuni di introdurre sempre con delibera la monetizzazione, e limitato il riferimento dell\'Art. 1 comma 8 della Legge solo alla fissazione delle modalità di determinazione del quantum della monetizzazione, senza modifica alcuna agli obblighi relativi al contributo di costruzione.

In materia di ampliamento per esigenza produttiva, la delibera prevede il riferimento alla vigente normativa urbanistica che consente l\'approvazione di ampliamenti di un insediamento produttivo, attraverso la procedura dello Sportello Unico delle Attività Produttive (DPR 447/98).

Definita inoltre la questione degli interventi sugli edifici rurali: dal punto di vista giuridico l\'accorpamento, previo Piano di Recupero secondo la L.457/78, si definirà come aggiuntivo rispetto all\'ampliamento.

Demolizione (Art. 2 L.R 22 del 2009): non sarà ammessa la demolizione dell\'edificio esistente e la sua ricostruzione, anche con ampliamento, in altra area; mentre la demolizione e ricostruzione degli edifici residenziali sarà ammessa anche in zona agricola. Per gli aspetti sismici la delibera considera prevalenti le disposizioni del DM 14 Gennaio 2008 (Norme Tecniche per le costruzioni).

L\'edificio oggetto di demolizione e ricostruzione con eventuale ampliamento potrà essere sempre ricollocato nel lotto di originaria pertinenza, intendendosi per lotto il fondo su cui l\'edificio sorge e non la singola particella catastale, fatto salvo il rispetto degli altri parametri urbanistico / edilizi che la disciplinano.

Quanto agli interventi su opere pubbliche (Art. 3 L.R 22 del 2009), la delibera chiarisce come eventuali varianti e variazioni volumetriche disposte in attuazione della Legge non richiederanno la verifica di conformità agli atti di pianificazione sovraordinata provinciali e regionale, essendo la conformità predeterminata dalla legge regionale medesima.

Infine, riguardo ai compiti attuativi dei Comuni - Art 4 L.R 22 del 2009 che sancisce a loro carico l\'obbligo di individuare entro un termine perentorio di 45 gg dall\'entrata in vigore della legge ulteriori parametri urbanistico / edilizi - la delibera dispone che lo strumento per dare attuazioni alle previsioni sarà una delibera di Consiglio Comunale, la quale potrà introdurre sia limitazioni all\'applicazione della legge, sia invece deroghe ai regolamenti edilizi e alle previsioni dei piani urbanistici comunali, provinciali e regionali.


Questo è un articolo pubblicato il 24-11-2009 alle 17:07 sul giornale del 25 novembre 2009 - 1492 letture