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comunicato stampa

Pro Natura: Regione e Provincia assecondano i settori più retrivi del mondo venatorio

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\"Alla vigilia dell’Anno internazionale sulla biodiversità la delibera della Giunta regionale mostra tutta l’insensibilità della nostra amministrazione regionale ai problemi ambientali\".

Le aree SIC (Siti di Importanza Comunitaria) e le aree ZPS (Zone di Protezione Speciale) sono istituti di tutela territoriale che fanno parte della Rete Natura 2000 previsti dalla normativa europea, rispettivamente Direttiva Habitat e Direttiva Uccelli. Queste due normative mirano a conservare gli attuali livelli di biodiversità e a rendere omogenee le misure di protezione in tutti i paesi membri. La Regione Marche, così come tutte le regioni italiane, con un iter lungo e complesso che ha coinvolto qualificati istituti di ricerca e singoli ricercatori, ha individuato all’interno di ciascun territorio aree di particolare importanza ambientale, sia dal punto di vista faunistico che da quello botanico-vegetazionale.



Con una recentissima delibera di Giunta la Regione Marche ha eliminato o drasticamente ridotto alcune delle più importanti aree della Provincia di Pesaro e Urbino, e tra esse l’Alpe della Luna, la Catena delle Serre, Bocca Serriola, il M. Nerone-gola di Gorgo a Cerbara e del Biscubio, il M. Catria-alto Cesano, il basso e medio corso del Metauro, ecc. Alla vigilia dell’Anno internazionale sulla biodiversità la delibera della Giunta regionale mostra tutta l’insensibilità della nostra amministrazione regionale ai problemi ambientali. La delibera votata ha vanificato il lavoro di anni di ricerca da parte di studiosi che aveva portato all’individuazione di queste aree e pone la Provincia di Pesaro e Urbino, così come in altri settori ambientali, a rimorchio delle altre province regionali e un peso per l’intera regione. Qualora purtroppo vi fosse bisogno di una ulteriore conferma, appare chiaro il ruolo ormai marginale e retrivo che la Provincia di Pesaro e Urbino ha assunto nel contesto regionale.



Quanto verificatosi appare come l’ultimo atto della gestione provinciale del Senatore Ucchielli, che sempre si è opposto alla precedente delimitazione e che purtroppo sembra avvallata dall’attuale. Se così non fosse, questa deliberazione avrebbe dovuto trovare proprio nell’attuale Amministrazione Provinciale la più ferma opposizione, mentre al contrario non abbiamo alcuna verifica di ciò. A nulla vale il fatto che complessivamente la superficie delle aree appartenenti alla Rete 2000 nella Provincia sia rimasta all’incirca la stessa, anzi, questa appare come una ulteriore presa in giro. Infatti averle spostate all’interno di aree come i Monti delle Cesane e la zona del Monte Vicino, che già godevano di un regime di protezione essendo esse Aree demaniali, appare una ulteriore beffa indegna di una Provincia e di una Regione che possano dirsi solo in parte attente alla protezione della natura. Tutto ciò per assecondare i settori più retrivi del mondo venatorio a cui, si badi bene, il permanere di queste aree all’interno della rete Natura 2000 non avrebbe impedito la prosecuzione dell’attività venatoria, semplicemente avrebbe comportato qualche vincolo in più a cui sottostare. Verrebbe da dire che la Regione e la Provincia hanno barattato per un piatto di lenticchie le aree di maggiore pregio ambientale.



Siamo certi che questa sortita della Giunta regionale non possa trovare alcun approdo favorevole né in sede ministeriale né tanto meno nelle sedi opportune dell’Unione Europea; rimane tuttavia un atto grave e deprecabile per chi abbia anche solo in parte a cuore la conservazione dell’ambiente. La Commissione Europea, infatti, ha evidenziato che sono accettabili solo piccole modifiche ai confini delle aree individuate e ciò al fine di correggere eventuali errori tecnici o per riadattare i confini ai diversi elementi paesaggistici. Una eventuale riduzione può essere consentita solo se accompagnata dalla dimostrazione che in corso di definizione delle aree siano stati commessi errori scientifici. In questo caso, la ridefinizione dei confini non solo non ha avuto alcun supporto tecnico scientifico, ma addirittura è stata effettuata, come abbiamo appreso dalla stampa, dall’Assessorato all’Urbanistica piuttosto che da quello all’Ambiente. Seppure non vogliamo entrare in un dibattito politico, rileviamo tuttavia come tale delibera sia stata votata con il solo voto contrario dell’Assessore competente in materia, Marco Amagliani, e che dalla seduta era assente l’Assessore verde Carrabs.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-11-2009 alle 23:02 sul giornale del 21 novembre 2009 - 838 letture