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comunicato stampa

Una tre giorni per vincere il tabù dell’eiaculazione precoce

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sanità

Dal 25 al 27 novembre Medici specialisti di 9 città delle Marche partecipano agli epdays: una \"Tre giorni\" di visite gratuite, su appuntamento, per chi soffre o teme di soffrire di eiaculazione precoce (EP). 

L’iniziativa si svolge anche in tutte le altre regioni della Penisola e vede il coinvolgimento di oltre 580 tra andrologi, urologi e sessuologi medici appartenenti alle tre Società scientifiche promotrici: la Società Italiana di Andrologia (SIA), la Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS) e la Società Italiana di Urologia (SIU). Telefonando al numero verde dedicato (800.93.33.18) o visitando il sito www.eiaculazioneprecocestop.it è possibile individuare il Centro più vicino a cui telefonare per prenotare direttamente la visita gratuita. Un’ampia campagna di sensibilizzazione su stampa, radio e web sta informando gli uomini (e le loro partner) che si trovano alle prese con il problema.

Ma perché una “Tre Giorni” di visite gratuite in Italia, Umbria compresa?
Per tre buone ragioni, confermate da una recentissima indagine di GfK Eurisko, che per la prima volta ha fotografato il problema nel contesto socioculturale italiano. (Bosio A. C. La vita sessuale e il fenomeno dell’eiaculazione precoce in Italia: una lettura socioculturale; Libro bianco Milano 2009)
1. Aiutare i molti uomini che soffrono del problema: si tratta, infatti, del 22.3% della popolazione italiana secondo le stime dell’indagine realizzata su un campione di 3.000 persone ambosessi, di età compresa tra 18 e 55 anni e rappresentativo della popolazione italiana. Il risultato di Eurisko è peraltro in linea con il dato di diffusione dell’eiaculazione precoce relativo al centro Italia (Marche compresa), che attesta i sofferenti di EP al 21%. (Fonte SIA, Società Italiana di Andrologia)
2. Far conoscere il problema a chi ne soffre: chi è alle prese con l’EP, evidenzia l’indagine, la conosce poco e soprattutto non sa delle sue cause fisico/organiche ritenendolo invece un problema solo psicologico.
3. Rompere il silenzio, facendo superare l’imbarazzo a parlarne: gli uomini e le loro partner devono iniziare a parlare del problema sia tra di loro sia, soprattutto, con il medico.
Tre giorni di viste gratuite - le prime in Italia – possono certamente aiutare a raggiungere questi importanti obiettivi, avviando gli uomini e le loro compagne verso la risoluzione del problema, oggi possibile, grazie a terapie da poco disponibili anche in Italia.

Gli epdays per capire che cos’è l’EP, una condizione medica con cause non solo psicologiche
Ma gli uomini e le donne alle prese con il problema, che cosa ne sanno? In generale, pochi riconoscono l’EP come un preciso disturbo della sessualità (solo il 28%) e più della metà degli intervistati (il 52%) ritiene di saperne poco sul problema. Per quanto riguarda le sue cause, il 92% degli uomini con EP ritiene erroneamente che sia un problema in cui i fattori psicologici giocano un ruolo fondamentale. Mentre solo l’8% limita l’origine dell’EP a cause di natura strettamente fisica. In realtà, diversamente da quanto emerge dall’indagine, l’EP è una condizione medica e non solo psicologica. Ha infatti cause fisiche ed organiche, da trattare dal punto di vista medico. “Infatti, studi recenti, - sottolinea Giancarlo Balercia, Professore di endocrinologia dell\'Università Politecnica delle Marche - hanno dimostrato che è un neurotrasmettitore, la serotonina, a controllare l’eiaculazione e la risposta sessuale maschile: un aumento dei livelli di serotonina a livello del sistema nervoso centrale svolge un’azione inibitoria sull’eiaculazione, ritardandola. L’eiaculazione precoce risulta, invece, associata a una ridotta concentrazione di questa sostanza. I ridotti livelli della serotonina sono all’origine della scarsa capacità dell’uomo di controllare il proprio riflesso eiaculatorio provocando così un accorciamento dei tempi del rapporto. L’EP quindi, è principalmente e al contrario di quanto si pensa, un problema di controllo e poi di ridotto tempo eiaculatorio. Di certo – continua il Professor Balercia- i risultati dell’indagine confermano la necessità di far conoscere meglio e più approfonditamente il problema a chi ne è affetto e, da questo punto di vista, gli epdays rappresentano un primo e importante passo verso questo obiettivo”

Epdays: “Tre Giorni” di visite gratuite per vincere il tabù, parlarne con il medico e superare il problema
Si tratta, quindi, di una condizione medica con origine organica e fisica ma con un forte impatto sulla sfera emotiva dell’uomo, della coppia e sulla qualità di vita. Il 32% degli uomini con EP avverte, infatti, un senso di frustrazione dalla propria esperienza sessuale, il 24% si sente umiliato e il 16% va in ansia. Lo stesso vale per le partner: ben il 42% si sente frustrata mentre il 27% avverte sentimenti di ansia. Gli uomini con EP, inoltre, sono meno soddisfatti della loro qualità di vita in generale e sessuale in particolare rispetto a quelli che non hanno “il problema” (-19 punti percentuali). Non va meglio per le donne partner degli uomini con EP, meno soddisfatte della loro qualità di vita complessiva e sessuale rispetto alle altre donne (-10 punti percentuali).

Nonostante la forte compromissione della qualità di vita, gli uomini pongono però numerose barriere a parlare del problema. Diverse le motivazioni. Prima fra tutte l’imbarazzo. Il 76%degli uomini con EP, infatti, lo ritiene un problema imbarazzante, ancor più imbarazzante della disfunzione erettile. E solo il 42% degli uomini (il 35% delle donne) ne ha parlato nell’ultimo anno. Si potrebbe ritagliare all’EP il ruolo di convitato di pietra per molte coppie di sofferenti. D’altra parte, quando se ne parla, è comunque il o la partner il destinatario della comunicazione ma non il medico (il 62% dei maschi e il 70% delle donne). E questo in controtendenza rispetto a quello che sta avvenendo nella nostra società dove c’è sempre una maggior attenzione alla sfera personale e affettiva e dove è cresciuta la cultura del dialogo con i medici.

L’eiaculazione precoce resta quindi ancora un tabù, un tema di cui si deve dialogare con la partner e soprattutto con il medico. La “Tre Giorni” degli epdays sarà l’occasione per iniziare a rompere il silenzio con il medico, superando l’imbarazzo per avviarsi verso un virtuoso percorso di cura. Percorso che gli uomini e le loro partner auspicano: il 36% auspica, infatti, per il futuro, un miglioramento della propria condizione mentre oltre il 90% degli uomini (e oltre l’80% delle donne) desidera che la medicina sviluppi cure/trattamenti per la cura del’EP. ”E se fino a poco tempo fa – conclude il Professor Balercia - non erano disponibili terapie farmacologiche approvate per l’EP, da luglio, anche in Italia, è disponibile su prescrizione medica, il primo farmaco approvato per il trattamento al bisogno di questo disturbo, a base di dapoxetina.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-11-2009 alle 16:50 sul giornale del 18 novembre 2009 - 1492 letture