counter
SEI IN > VIVERE MARCHE > ATTUALITA'
comunicato stampa

Confindustria: il presidente Spacca non ha dato una risposta alle nostre richieste

5' di lettura
707

confindustria generico

Rileviamo che nella lettera del Presidente Spacca, relativa alla posizione di Confindustria Marche sulla manovra fiscale e sul Bilancio di previsione 2010, non è stata data alcuna risposta alle nostre richieste.

Addirittura, si lascia intendere che non avremmo compreso la manovra proposta. Dobbiamo a tal proposito assicurare che, nonostante il vuoto di confronto e concertazione – previsti peraltro nel Protocollo di intesa sottoscritto nell’ottobre 2007 - abbiamo ben capito che la proposta di manovra fiscale della Regione intende utilizzare la leva dell’azzeramento dell’addizionale IRAP per aumentare l’occupazione attingendo alle liste di mobilità .


E’ naturalmente auspicabile per tutti che quanto prima ci sia una rapida ripresa dell’economia ed un conseguente incremento dell’occupazione, ma non dobbiamo dimenticare lo stato di crisi in cui ci troviamo.


Per quanto riguarda l’aumento dell’occupazione, saremmo i primi ad essere contenti se le nostre imprese, nel 2010, riuscissero a richiamare in azienda tutti i cassaintegrati e addirittura assumessero personale in mobilità. Questo significherebbe che la crisi è del tutto superata, ma purtroppo non è così. Come sappiamo invece la crisi non è ancora finita, ma è solo terminata la caduta precipitosa cui abbiamo assistito in questi ultimi quindici mesi; per questo riteniamo che la manovra della Regione non costituisca una misura efficace, tale da permettere alle aziende di uscire dalle difficoltà.


Ricordiamo, inoltre, che per tutti gli analisti, nazionali ed internazionali, ci vorranno anni per ritornare ai livelli di capacità produttiva registrati prima della crisi. Certo, alcuni segnali positivi stanno arrivando, ma sappiamo che la risalita sarà lunga e difficile ed è per questo che abbiamo chiesto alle Istituzioni tutte, sia Nazionali che Regionali, senza distinzione di colore politico, di intervenire, ognuno per le proprie competenze, abbassando il costo del lavoro, le tasse nazionali e le tasse regionali, perché tante e troppo onerose. E’ compito delle Istituzioni programmare come reperire risorse - tagliando i costi improduttivi, riducendo la burocrazia e migliorando l’efficienza - per permettere alle imprese di ripartire ed essere competitive sia rispetto a quelle delle regioni confinanti, che non sono gravate da certi oneri, sia rispetto a quelle degli altri paesi industrializzati con cui quotidianamente sono obbligate a confrontarsi.


Queste riforme servono oggi. Con la ponderatezza scaturente da una decisione matura e concertata in ambito di Consiglio Direttivo di Confindustria Marche, ribadiamo dunque la necessità di avere segnali concreti in grado di trasmettere nuova fiducia agli imprenditori. L’azzeramento dell’addizionale regionale sarebbe quanto mai necessario per ripristinare innanzitutto una situazione di pari concorrenza con le imprese di regioni più virtuose con l’auspicio che ci sia una graduale eliminazione dell’imposta anche a livello nazionale.


In merito ai punti toccati nella lettera del Presidente Spacca sottolineiamo quanto segue. L’emergenza si affronta abbinando gli ammortizzatori sociali con politiche di sviluppo, utilizzando strumenti specifici, magari innovativi, ma efficaci rispetto agli obiettivi: quello proposto dalla Regione non sembra valido rispetto alle attese. Quanto proposto, infatti, non è un azzeramento generalizzato dell’addizionale IRAP, in quanto ne beneficeranno solo quelle imprese che nel 2010 faranno nuove assunzioni, specificamente da una a quattro unità a tempo indeterminato e provenienti dalle liste di mobilità. La misura non verrà applicata, invece, a tutte quelle aziende che nel 2009 hanno fatto sacrifici per non licenziare, garantendo il mantenimento della base occupazionale, per noi prioritario.


Viceversa saranno favorite, se assumeranno, proprio quelle imprese che nel 2009 hanno licenziato. Per questo abbiamo chiesto alla Regione di accogliere le nostre richieste o di destinare meglio i 10 milioni di euro previsti dalla manovra, favorendo strumenti specifici atti ad aumentare la tenuta del sistema, salvaguardare e promuovere l’occupazione, puntare efficacemente e con rapidità alla ripresa. Ci riferiamo in particolare all’aumento del Fondo di Garanzia per cui sono stati previsti 5 milioni di euro, di certo insufficienti per il 2010, o all’incremento degli ammortizzatori sociali e degli interventi di politica attiva del lavoro.


La ripresa si favorisce stimolando i fattori di competitività delle imprese: facilitando l’accesso al credito e la liquidità, gli investimenti in innovazione, ricerca ed energia, stimolando l’export e la presenza consolidata sui mercati internazionali, creando un ambiente favorevole agli investitori. Gli investimenti in innovazione e ricerca, sono stati recentemente definiti dalla Vicepresidente di Confindustria Diana Bracco, nella Giornata della Ricerca, “gli ammortizzatori sociali del futuro”.


Dalla Regione, inoltre, non abbiamo avuto alcun riscontro su: la destinazione delle entrate dell’addizionale regionale IRAP, che erano state previste nel Bilancio assestato 2009 per 81 milioni di euro e che non sappiamo per quale importo lo saranno nel Bilancio 2010 e se ancora in parte saranno destinate al ripianamento del disavanzo sanitario, come originariamente stabilito nel 2001; l’ammontare effettivo di risorse, derivanti dal bilancio regionale, dai Programmi comunitari e del FAS - da rivedere con rapidità - ancora disponibili per il 2010 per le politiche di sviluppo del sistema produttivo, quanto mai urgenti, sulle quali non è possibile attendere l’avvio della nuova legislatura per avere risposte; in quale misura verranno attivati nel 2010 nuovi bandi per innovazione e ricerca, per stimolare gli investimenti con credito agevolato, per l’energia e l’efficienza energetica, per favorire l’internazionalizzazione e se queste misure saranno in linea, per importi e contenuti, con quelle avviate dalle altre Regioni a noi vicine, più competitive.


Solo su delle certezze si può fondare concretamente il ripristino della fiducia delle imprese, a fronte di un quadro internazionale ancora incerto.



confindustria generico

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-11-2009 alle 17:47 sul giornale del 12 novembre 2009 - 707 letture