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Jesi: incontro sul mercato dei cereali

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Se una pagnotta su due che portiamo oggi in tavola è fatta con grano ucraino ma nessuno lo sa, occorre ridare valore al grano coltivato in questa provincia, aggregando i nostri produttori e mettendo in piedi esperienze di filiera corta, magari per la produzione di farina, pasta o pane direttamente col frumento dei nostri agricoltori, sfruttando le opportunità offerte dalla nascita della nuova Holding dei Consorzi Agrari d’Italia.

E’ il messaggio lanciato nel corso dell’incontro organizzato da Coldiretti Ancona con i produttori di grano della provincia, che ha visto trecento imprenditori agricoli riuniti a Jesi, nella sala del Centro Esagono della Banca Popolare di Ancona. “Con il grano che viene pagato agli agricoltori meno di venticinque anni occorre ridare valore alle nostre produzioni– ha spiegato Giannalberto Luzi, presidente di Coldiretti Marche -. Il progetto per una filiera agricola tutta italiana va in questa direzione, così come la legge per l’etichettatura obbligatoria dell’origine di tutti gli alimenti che contiamo di portare presto a casa e che ci eviterà di mettere in tavola pane prodotto con grano dall’Ucraina, dove non esistono le nostre stesse norme sanitarie”.



Secondo quanto scoperto dalla Coldiretti nel corso della mobilitazione di luglio, dal porto di Ancona entrano ogni anno oltre 900mila quintali di grano ucraino a fronte di una produzione locale di 1,3 milioni di quintali. E intanto le aziende agricole provinciali rischiano di chiudere i battenti a causa del crollo dei prezzi pagati ai produttori, come ha spiegato in apertura il direttore di Coldiretti Ancona, Alberto Bertinelli. “Chi oggi ha deciso di seminare lo fa soltanto per senso di responsabilità, poiché lasciare incolti i campi avrebbe ripercussioni su tutto l’indotto, con ulteriore perdita di posti di lavoro – ha sottolineato Maurizio Monnati, presidente di Coldiretti Ancona –, ma è chiaro che non è possibile lavorare in perdita”.



Pietro Sandali, capo area economica della Coldiretti nazionale, ha illustrato la costituzione della holding denominata “Consorzi Agrari d\'Italia”, società consortile per azioni, presentata al Forum Internazionale dell\'Agricoltura e dell\'Alimentazione di Cernobbio della Coldiretti. L\' holding partecipata già da 23 Consorzi Agrari, di proprietà degli agricoltori, ha un capitale sociale di 4 milioni di euro. In tema, Vittorio Barbiero, del Consorzio agrario di Padova e Venezia, ha presentato il progetto realizzato per produrre farina direttamente col grano dei produttori associati, mentre il professore Angelo Frascarelli (Università di Perugia) ha fatto una panoramica sul mercato mondiale dei cereali.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-11-2009 alle 17:24 sul giornale del 09 novembre 2009 - 1066 letture