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comunicato stampa

Che cosa debbono sapere i cittadini sul Piano Casa

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confindustria generico

Le organizzazioni che raccolgono gli imprenditori edili dell’Ance e dell’ANIEM locali desiderano richiamare l’attenzione dei cittadini sulle opportunità di intervento che la Legge Regionale su Piano Casa offre.

La legge regionale n 2 dell’8 ottobre 2009 prevede la possibilità di ampliare la volumetria o di demolire anche integralmente e ricostruire gli edifici esistenti .Gli interventi possono riguardare sia edifici residenziali che edifici non residenziali Condizione necessaria per tutti gli ampliamenti è realizzare il miglioramento energetico degli edifici secondo quanto stabilito dal DLgs n.192 del 19/08/05. Tutti gli interventi non possono comportare avanzamenti sul fronte stradale.



La demolizione e ricostruzione è possibile solo se consente il miglioramento della sicurezza antisismica, ai sensi del DM 14/01/08 e migliora la sostenibilità energetico ambientale secondo i parametri che deve stabilire la Giunta Regionale Entro il 1 dicembre 2009 i Comuni delibereranno sulle zone dove limitare l’applicazione della legge Dal 1 dicembre 2009 sarà possibile presentare le domande e le DIA per tutti i 18 mesi successivi e dunque fino al 31 maggio 2011. I controlli e gli accertamenti dei valori conseguiti a livello energetico ed il rispetto delle autorizzazioni saranno effettuati dai Comuni in collaborazione con la Regione.



Saranno controlli a campione e potranno avvenire entro 5 anni dalla data di fine lavori. La legge metterà in moto una serie di piccoli interventi ma anche riqualificazioni urbane importanti se sarà possibile mettere in moto le iniziative edilizie con l’aiuto dei comuni e del sistema bancario. Importante sapere da subito dove non è possibile applicare la legge, auspicando che i Comuni decidano di non aumentare la casistica e aderiscano alla logica ispiratrice della legge che, se avrà un’ampia operatività, alla fine assicurerà la riqualificazione di gran parte del patrimonio edilizio esistente e delle aree dismesse delle nostre città.



In sintesi alcuni cenni sugli interventi possibili da approfondire con i tecnici comunali o con i professionisti di fiducia nell’affrontare i casi specifici.


1.Ampliamenti

Si possono ampliare del 20% gli edifici residenziali sino ad un limite massimo di 200 mc ( 65mq circa). Per gli edifici residenziali inferiori a 80mq l’ampliamento è consentito sino al raggiungimento di mq 95 di superficie nette( esclusi i muri perimetrali ed interni).

Per gli edifici non residenziali ubicati in zone a destinazione industriale, artigianale,direzionale,commerciale e agricola è previsto l’ampliamento del 20%se motivato da esigenze produttive e comunque non superiore ai 400 mq. Per gli edifici in zona agricola costruiti prima del 1950 l’ampliamento non può alterare il tipo edilizio e le caratteristiche architettoniche. Sono possibili accorpamenti degli annessi agricoli fino a70 mq.


2.Demolizione e ricostruzione

E’ possibile demolire– anche integralmente – e ricostruire edifici a destinazione residenziale, con incremento del 35% del volume demolito. Non è ammesso, in ogni caso, il cambio di destinazione. Per gli edifici non residenziali il cambio di destinazione è invece possibile , nell’ambito delle destinazioni previste dai PRG, se gli edifici sono inseriti nelle zone B o C del D.M. 1444/68 e non sono più utilizzati per attività produttive al 31/12/06. Per le strutture ricettive alberghiere (Capo I, titolo II, l.r. 9/2006) il 35% di aumento è possibile se c’è ristrutturazione urbanistica ed edilizia degli immobili.



Dove non si applica il Piano Casa


1.Negli immobili ultimati (v art.31 comma2 L.47/85) dopo il 31/12/08


2.Negli immobili localizzati in aree con caratteristiche urbanistiche e paesaggistiche o ambientali deliberate dai comuni entro il 1 dicembre p.v.


3.Negli edifici con più proprietari ove non ci sia accordo condominiale


4.Nei centri storici e/o in zone ad essi assimilate (Zone A)


5.Nelle aree a tutela integrale del PPAR 6.In alcune fattispecie di aree definite a rischio dal Piano Assetto Idrogeologico e riconosciute come zone esondabili o in frana


7.Nei parchi nazionali e Regionali


8.Su edifici che sorgono in aree demaniali o vincolate ad uso pubblico


9.Nelle aree dichiarate inedificabili con sentenza o atto pubblico


10.Su edifici agricoli sottoposti a restauro o risanamento conservativo.


11.Su immobili anche parzialmente abusivi se non condonati.



confindustria generico

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-11-2009 alle 17:58 sul giornale del 07 novembre 2009 - 1031 letture