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comunicato stampa

Bilancio 2010: Confindustria, \'Attendiamo risposte dalla Regione\'

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confindustria generico

A conclusione di una riunione straordinaria del Consiglio Direttivo di Confindustria Marche di mercoledì 4 novembre, il Presidente Paolo Andreani, a nome delle imprese aderenti al Sistema, esterna le posizioni dell’Organizzazione in rapporto alla manovra di Bilancio di previsione 2010 della Regione Marche.

“Avevamo avuto la sensazione che la Giunta Spacca avesse mostrato interesse alle necessità reali delle imprese presentate da Confindustria Marche in occasione dell’incontro del 28 settembre scorso, ma così non è stato. Da quel momento in poi, sicuramente non per nostra volontà, i rapporti tra Confindustria Marche e Giunta Regionale sono proseguiti in forma non diretta, ma mediata dai giornali, fino all’incontro del CREL del 3 novembre u.s. In particolare si è pervenuti all’adozione del Bilancio di previsione 2010, che è l’ultimo di questa legislatura, senza neanche ottemperare agli impegni assunti nel Protocollo di Intesa del 2007, che aveva previsto l’istituzione di una sede permanente di confronto bilaterale sui principali atti di programmazione e sul Bilancio di previsione. Tale confronto si sarebbe dovuto attivare – come si legge nel Protocollo - “nella fase della formazione delle decisioni e non dopo la formalizzazione delle stesse”.


Ora, a manovra attivata, ci sentiamo comunque in dovere di esprimere il nostro parere in merito, richiamando all’attenzione della Giunta Regionale quelli che abbiamo definito “i fattori determinanti e irrinunciabili per il rilancio del sistema economico delle Marche”, ed esternati già nel confronto del settembre scorso. Consapevoli della gravità della situazione congiunturale abbiamo sottoposto alla Regione alcune priorità su cui abbiamo richiesto un impegno per la fine della legislatura per ridare ossigeno all’economia e prepararci alla ripresa, anche seguendo l’appello promosso da Confindustria nazionale e cioè “meno tasse per la crescita.” Per ristabilire condizioni di pari concorrenza fra le nostre imprese e quelle delle regioni più competitive e per ridurre l’incidenza di una tassa iniqua come l’IRAP, che penalizza le imprese a più alta intensità di lavoro, abbiamo chiesto alla Regione di impegnarsi ad azzerare per tutte le imprese l’addizionale regionale IRAP.


Dopo la promessa verbale del Presidente Spacca, in occasione dell’incontro di settembre, con la quale si impegnava “a valutare un azzeramento dell’addizionale IRAP per le imprese che esportano a condizione che queste mantengano l’occupazione nelle Marche e non delocalizzino le loro attività fuori regione”, abbiamo appreso di nuove ipotesi solo attraverso la stampa, fino a che si è definita la proposta regionale in sede di Giunta di “sospensione della maggiorazione dell’aliquota IRAP ai soggetti che incrementano l’occupazione nel periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2010” (per la quale la Regione ha previsto 10 milioni di euro, che rappresentano appena il 12,2% dell’entrata complessiva derivante dall’addizionale regionale, rispetto al Bilancio assestato 2009). Ciò significa che questo provvedimento premierà solo quelle aziende che possono assumere – cioè quelle che vanno già bene e che hanno una domanda che consente loro di aumentare l’occupazione – penalizzando quindi tutte quelle che si trovano in difficoltà per il crollo della domanda nazionale ed internazionale, che hanno fatto, e continuano a fare, grandi sforzi per mantenere l’occupazione esistente e per rimanere sul mercato. Sono moltissime le imprese che non hanno lavoro, che hanno bisogno di essere sostenute e che non hanno quindi la possibilità di assumere. Ci auguriamo tutti che, nonostante le difficoltà, ci possa essere una tenuta o un aumento dell’occupazione, ma non è certo quella proposta dalla Regione la soluzione idonea!


Da una analisi su un campione di aziende nostre associate risulta - tra l’altro – che proprio le imprese a più alta intensità di lavoro, anche a parità di fatturato, sono penalizzate rispetto ad aziende con maggior peso delle materie prime e con forte utilizzo della subfornitura mentre le aziende più strutturate, con fatturati più consistenti, rischiano addirittura di essere escluse dalla possibilità di usufruire del beneficio proposto dalla Giunta regionale. Ciò in piena contraddizione con lo spirito dell’intervento che mira a premiare le imprese che intendono assumere. Questo provvedimento quindi non aiuta le aziende in difficoltà, mentre premia le aziende, purtroppo veramente poche, che sono in crescita nonostante la crisi. Il provvedimento è più ideologico che di sostanza, è forte come immagine ma di scarso valore per il risultato finale. Purtroppo ci aspettiamo che, se venisse confermata la misura, le risorse messe a disposizione rimarrebbero in gran parte inutilizzate. Per tali motivazioni consideriamo la manovra proposta non idonea a perseguire le finalità che si pone la Regione e pertanto inefficace, visto che non ristabilisce neanche condizioni di pari concorrenza con le imprese di regioni italiane più virtuose. Invitiamo pertanto la Regione Marche, ancora in tempo per modificare il provvedimento sull’IRAP da varare, ad azzerare l’addizionale non solo per chi assume ma anche per le aziende che mantengono la propria base occupazionale. In via alternativa preferiamo che i dieci milioni di euro previsti per l’intervento sull’IRAP vengano destinati a favore di strumenti specifici, sicuramente più idonei per aumentare la “tenuta” del sistema, salvaguardare e promuovere l’occupazione.


Ci riferiamo in particolare all’incremento del Fondo di Garanzia per cui sono stati previsti 5 milioni di euro, di certo insufficienti per il 2010, o all’incremento degli ammortizzatori sociali e degli interventi di politica attiva di lavoro. Ricordiamo che Confindustria Marche ha presentato alla Giunta Regionale un pacchetto di proposte per affrontare la crisi e favorire la ripresa, con 5 priorità assolute da attivare entro la fine della legislatura, tra cui l’azzeramento dell’addizionale IRAP. Rileviamo che, a tutt’oggi, fra i provvedimenti anticrisi è stato previsto un incremento del Fondo di garanzia per 5 milioni di euro (a fronte dei 10/15 milioni da noi richiesti) e 1 milione di euro per i contratti di solidarietà. E’ stata avviata la concertazione per programmare il Fondo Unico incentivi 2010, ma non si è ancora conclusa: temiamo che non vengano garantite adeguate risorse agli strumenti di stimolo agli investimenti da noi richiesti, quali la Sabatini, la 598 e l’Energia. Non è stata avviata ancora neanche la rimodulazione dei Programmi Comunitari (POR FESR) per aumentare le risorse per la ricerca e l’innovazione, l’energia o le risorse per l’internazionalizzazione e che dovrebbe sopperire ad alcune vistose carenze del Bilancio regionale. Per l’internazionalizzazione, ad esempio, è in corso la definizione del Programma annuale 2010, ma le risorse complessive sono molto esigue, in tutto circa 3 milioni di euro di cui solo 300.000 euro sarebbero destinate all’attivazione dell’art.6 della LR 30 per i progetti che partono dalle imprese e dalle Associazioni di categoria, mentre le regioni a noi limitrofe (Emilia e Toscana) per tali ultimi interventi stanziano annualmente dai 7 ai 12 milioni di euro. In conclusione, Confindustria Marche intende ricordare che l’addizionale regionale IRAP era stata istituita per ripianare il deficit nella spesa sanitaria che, secondo quanto dichiarato dalla Giunta regionale, “da oltre tre anni non registra disavanzi”. A questo punto ci chiediamo se il pareggio del bilancio sanitario è ottenuto ancora solo grazie alle entrate derivanti dall’addizionale IRAP o, in caso contrario, vorremmo sapere a cosa sono destinate le risorse derivanti dall’addizionale regionale IRAP. Attendiamo risposte in merito dalla Regione.



confindustria generico

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-11-2009 alle 19:45 sul giornale del 06 novembre 2009 - 1041 letture