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Concessioni demaniali, Anci: non è chiara la posizione del governo sulle direttive UE

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mario andrenacci

Il presidente dell’Anci Marche Mario Andrenacci sulle concessioni demaniali: “Occorre fare sinergia per comprendere quale sarà la posizione del Governo”.

La questione relativa alle direttive dell’Unione Europea in merito alle concessioni demaniali marittime è stata al centro di una importante riunione svoltasi venerdì ad Ancona, nella sede dell’Anci Marche. Un incontro che, per il presidente Mario Andrenacci, è stato l’occasione per affrontare in maniera organica un problema di grande attualità, che rischia di mettere a repentaglio l’attività di migliaia di operatori balneari. Presente anche la Commissione Turismo dell’Anci, presieduta dal vice presidente Mario Scagnetti, sindaco del comune di San Ginesio.



“Quello di ieri è stato il nostro primo incontro- ha spiegato il presidente dell’Anci Marche Mario Andrenacci- e debbo dire che è stato davvero molto proficuo. Anche se le concessioni demaniali coinvolgono realtà diverse da quelle marittime, ci siamo subito attivati per quanto riguarda il futuro della nostra costa. Tutti i sindaci presenti hanno evidenziato come sia importante fare sinergia tra i comuni e la regione Marche, al fine di comprendere quale sarà il comportamento del Governo sulla questione. Sono ormai passati molti mesi infatti e non è ancora chiaro quale posizione intende attuare il nostro Governo in merito alle direttive dell’Unione Europea. Saremo quindi parte attiva in un percorso graduale che tenga in considerazione nuovi equilibri legati, da una parte, agli interessi d’impresa dei concessionari e, dall’altra, agli interessi più generali delle politiche di sviluppo turistico.



Così come è formulata, la direttiva attualmente in discussione presso l’Unione Europea rischia infatti di creare uno squilibrio davvero forte. Se fosse approvata, dopo soli 6 anni, escluderebbe il rinnovo automatico delle concessioni demaniali, stravolgendo il modo di intendere l’attività svolta fino ad ora dagli operatori balneari, che hanno sempre investito molto nella loro attività, sia in termini di opere realizzate che in termini economici. Il loro lavoro deve quindi essere difeso e valorizzato come risorsa, non penalizzato. Il turismo è una fonte di reddito importante per moltissime famiglie e questa nuova direttiva rischia di comprometterne seriamente lo sviluppo. Dal nostro punto di vista la questione demanio non può essere limitata soltanto alla durata e al costo delle concessioni.



L’incontro è stato anche l’occasione per rimarcare come a partire dal 2001 le deleghe inerenti il demanio sono passate dallo Stato ai comuni, attraverso una legge delega delle regioni, lasciando alla Capitaneria di Porto soltanto il controllo delle concessioni turistico-ricettive, senza nessun trasferimento in termini economici né di risorse né di personale. Così oggi sono i comuni che debbono pensare, con risorse esclusivamente proprie, alla riscossione, alla pulizia della spiaggia, alle emergenze legate alle mareggiate, all’erosione e alla sicurezza della balneabilità. In un momento di difficoltà economica come quello che stanno affrontando i comuni questa situazione non è più sostenibile”. “Ho anche sensibilizzato il presidente Anci della regione Abruzzo, che segue la questione per l’Anci nazionale- ha concluso il presidente Andrenacci- proprio grazie a questa mia sollecitazione, ora la tematica legata alle concessioni demaniali sarà oggetto di discussione presso i vertici nazionali”.



mario andrenacci

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 31-10-2009 alle 16:54 sul giornale del 02 novembre 2009 - 1202 letture