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comunicato stampa

L’oro marchigiano riparte alla conquista del pubblico arabo

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Dal 27 al 31 ottobre 2009 si rinnova l’appuntamento con il MidEast Watch & Jewellery Show, la fiera della gioielleria che è salita sul podio dei tre maggiori eventi fieristici del settore negli Emirati Arabi, per tradizione mercato particolarmente attento alla qualità e alle ultime tendenze del mondo dei preziosi.

Anche le aziende orafe marchigiane confermano il loro interesse per questo mercato estremamente attuale, location di gran moda per eventi d’immagine e prestigio, legati al mercato del lusso, come il Gran Premio di Formula Uno degli Emirati Arabi Uniti nei prossimi giorni (30 ottobre – 1 novembre). Una delegazione commerciale di ben dieci aziende delle Marche, specializzate nel campo del design, della gemmologia e della produzione orafa artigianale, sono quindi in questi giorni a Sharjah – Dubai. Otto di queste attività sono associate al Consorzio Piceni Art For Job che, con il coinvolgimento di un numero di aziende sempre crescente, ribadisce l’interesse per il mercato arabo in toto, e in particolare per il contesto commerciale degli Emirati Arabi Uniti, compreso il prestigioso Emirato di Abu Dhabi, presso il quale in questi giorni la delegazione di aziende si è recata in missione esplorativa. Il MidEast Watch & Jewellery Show di Sharjah è un evento fieristico unico, totalmente dedicato al settore della gioielleria, che due volte l\'anno, in primavera e in autunno, apre le porte ad operatori del settore e consumatori finali. Gioielleria, oreficeria, orologeria, tutto il mondo dell’oro e dei preziosi protagonista al Centro Espositivo dell\'Emirato Arabo di Sharjah (Expo Centre Sharjah). Ogni anno sono più di trecento gli espositori presenti, da tutte le parti del mondo. Quello degli Emirati Arabi Uniti, quasi 5 milioni di abitanti (1 milione e mezzo solo a Dubai, fonti non ufficiali parlano addirittura di 2 milioni e mezzo, il che rende l’idea del costante flusso di lavoratori che si recano nel paese per lunghi periodi) - dei quali il 15% arabo originario degli Emirati e il restante 85% composto da immigrati (a Dubai questa percentuale raggiunge il 95%) di origini asiatiche e occidentali attratti dal rapido sviluppo economico e sociale dell’area - è infatti il mercato, ma anche il contesto sociale più dinamico del Medio Oriente.

Per il 2020 le previsioni parlano di un incremento della popolazione che porterà già solamente Dubai ad ospitare ben 5 milioni di abitanti, vedendo scendere allo stesso tempo drasticamente la percentuale di popolazione nativa all’1% del totale. Un’economia dunque in incredibile ascesa, parzialmente bloccata dalla crisi ma ora in significativa ripresa, trainata da settori determinanti per lo sviluppo, quali gli investimenti, il commercio, la finanza, le costruzioni, l’industria, per un PIL che ha raggiunto nel 2007 i 698 miliardi di Dhs (1 dollaro equivale a circa 3,67 Dhs). Per quanto riguarda in particolare il commercio, Dubai rappresenta uno dei principali centri commerciali degli Emirati Arabi Uniti, fatto dovuto alla sua posizione strategica, proprio nel mezzo della costa degli Emirati che si estende per 400 miglia, una collocazione vantaggiosa sia nei confronti delle rotte mercantili che degli scambi via terra: un vero e proprio ponte commerciale tra Oriente e Occidente. Altri fattori determinanti in questo sviluppo sono il perseguimento di una politica economica libera ed equilibrata, che si è guadagnata il consenso della comunità internazionale e ha incoraggiato gli investitori stranieri, e l’impulso dato alle infrastrutture e al loro efficiente funzionamento. Dubai occupa inoltre il primo posto negli Emirati per importazioni (il 76,8% del valore totale delle importazioni), da paesi arabi, asiatici, Europa, America, come anche Africa e Oceania. Ed è anche un importante e attivo centro di riesportazione di beni (nel 2006 circa il 34% delle importazioni veniva riesportato) che coinvolge non solo l’area del Golfo ma si spinge fino a raggiungere l’India e le coste orientali africane (nel 2007 la riesportazione da Dubai ha coinvolto ben 228 paesi del mondo). Oro, pietre preziose, gioielli sono da sempre molto popolari nell’area del Golfo. La crescita vertiginosa dell’economia in pochi anni ha alimentato un incremento spettacolare nella domanda dei beni di lusso. Il consumatore arabo è infatti tra i più grandi compratori di gioielli e orologi preziosi, è quindi un acquirente particolarmente consapevole e aggiornato, costantemente alla ricerca di qualcosa di nuovo. Un contesto di particolare e concreto interesse per gli orafi marchigiani, le cui collezioni di alta gioielleria sono state molto apprezzate sin dalle prime partecipazioni all’evento. Positivamente stimati soprattutto l’alta qualità dei materiali scelti per le creazioni orafe, da parte degli operatori del settore, ma anche di un pubblico molto competente. Apprezzate naturalmente anche l’eleganza e l’originalità che rendono inimitabile il design made in Italy.

Anche per questa edizione dell’evento, si conferma la collaborazione stretta con Artex - Centro per l’Artigianato artistico e tradizionale (Firenze), rappresentante istituzionale dell’artigianato artistico toscano, e che si occupa di organizzare, come incaricato ufficiale per l\'Italia, gli spazi espositivi dedicati alle aziende italiane del settore orafo. La novità di quest’anno sta nell’importante presenza dell’ICE – Istituto per il Commercio Estero, in qualità di rappresentante istituzionale delle imprese italiane. Per il Consorzio Piceni Art For Job, guidato dal presidente Sandro Angelini presente all’evento, partecipano a questa edizione del MidEast Watch & Jewellery Show le aziende artigiane Acanthus, Arte Idea di Loredana Corbo, Atelier Gioielli di Sergio Nicolini, Gatti Gioielli di Roberto Gatti, Shara Montazah di Patrizia Salvatori, Sigimiko di Sigismondo Capriotti & Mirko Bacelle, Silvano Zanchi Arte Gioiello, Staccioli Gioielli di Franco Staccioli.


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 29-10-2009 alle 13:18 sul giornale del 30 ottobre 2009 - 833 letture