Carta di Fabriano: lo sviluppo della montagna è un diritto

montagna 4' di lettura 28/10/2009 - Pari opportunità ai territori, infrastrutture viarie e informatiche, salute, beni culturali, politiche turistiche, energie rinnovabili e valorizzazione del patrimonio forestale: il tutto finalizzato a una crescita di qualità. Queste le maggiori tematiche approfondite dal presidente Spacca.

“Dallo scorso luglio – ha detto - la sentenza della Corte costituzionale ha fatto chiarezza tra i ruoli dei vari livelli di governo sulle politiche per la montagna, affermando la potestà esclusiva delle Regioni su questa materia. Ciò comporta un’assunzione di responsabilità per azioni concrete che siano all’altezza di questo ruolo. Responsabilità che la Regione Marchesi è assunta in pieno, perché perfettamente coerente con la strategia che il governo regionale persegue da tutta la legislatura: dare medesime opportunità di sviluppo, sicurezza sociale e ambientale, a tutti i cittadini della regione, a prescindere dal luogo in cui risiedono, a cominciare proprio dalle zone rurali e montane. Le Comunità montane dovranno operare sempre più secondo capacità progettuale e di reperimento delle risorse a finanziamento dei progetti elaborati. Analogamente a quanto fatto dalla Regione, è sempre più necessario sopperire alla caduta dei trasferimenti statali, con nuove fonti di finanziamento e rinnovata iniziativa progettuale.


La C.a.r.t.a. di Fabriano che viene presentata, va proprio in questa direzione e si basa dunque sulla logica della progettualità, anziché sulla concertazione diretta alla distribuzione di risorse trasferite, che vengono via via meno. La politica regionale per la montagna non si basa solo sulle risorse finanziarie – che peraltro nel passato assestamento di bilancio, relativamente alla cooperazione forestale, hanno trovato integrazione - ma trova linfa anche nello sforzo di infrastrutturazione che stiamo portando avanti. Le infrastrutture sono importanti per le aree intere, perché tolgono dall’isolamento e forniscono opportunità di crescita. Nella dorsale appenninica il progetto Quadrilatero sta realizzando un miliardo e 800 milioni di investimenti viari, e poi la pedemonatana che sta diventando realtà, la ferrovia, il collegamento Fabriano, Matelica e poi Camerino. Ma oggi infrastrutture determinanti sono anche quelle immateriali, come la fibra ottica: il piano telematico regionale ha l’obiettivo di una completa cablatura del territorio entro il 2012, per dare risposte positive alle esigenze di crescita dei cittadini dell’area appenninica.


Una politica della montagna efficace non può prescindere dal protagonismo dei soggetti radicati sul territorio. Per questo, nella legge finanziaria regionale per l’anno prossimo, inseriremo una scelta precisa in questa direzione, coniugando sviluppo e diversificazione energetica, puntando sulle rinnovabili. Le centrali a biomasse, infatti, potranno utilizzare esclusivamente materiale forestale autoctono, creando energia per istituti scolastici e impianti sportivi. Un circuito virtuoso, quindi, fatto di lavoro, ambiente e valorizzazione del patrimonio forestale. L’orologio di Fonte Avellana va avanti, come dimostra il potenziamento fatto dei presidi sanitari della dorsale appenninica, con Fabriano nodo centrale di una rete di strutture, che grazie ad una convenzione con la Regione Umbria, potrà contare anche su un elicottero. Abbiamo voluto il progetto Appennino perché le Marche siano sempre più regione d’eccellenza, con due motori di sviluppo: quello manifatturiero e quello delle eccellenze turistiche, agro ambientali e dei beni culturali. Il turismo spirituale, ad esempio, è una di queste eccellenze, un circuito di monasteri per una nuova forma di turismo specializzato e peculiare. Un secondo motore che sta andando forte e su cui investiamo con decisione.


Vogliamo far conoscere e valorizzare le Marche nel mondo, perciò abbiamo dato vita all’iniziativa con Dustin Hoffman, con una campagna basata su spot che andranno sui più importanti network internazionali, e che saranno girati concentrandosi sull’entroterra. In questo modo l’attrattività, innanzitutto turistica, delle Marche aumenterà, facendo conoscere a una platea sempre più vasta, una regione che basa la sua forza, non sull’aiuto degli altri, ma sulle proprie risorse, energie, creatività e imprenditorialità”. All’evento è stato presente anche l’assessore alle Politiche per la montagna, Gianluca Carrabs, che ha partecipato alla tavola rotonda di approfondimento.


“La riflessione sulle comunità montane – ha detto - non deve tanto concentrarsi sulla veste giuridica, bensì sullo strumento per dare servizi ai cittadini delle aree interne e presidiare il territorio. E’ necessario un riequilibrio territoriale tra fascia costiera ed entroterra, non ci sono infatti cittadini di serie A e cittadini di serie B, ma tutti devono avere pari opportunità nell’accesso ai servizi. Dobbiamo dare medesime opportunità di uguaglianza non di assistenza. La manutenzione del territorio è l’opera infrastrutturale più importante per tutto il Paese e le comunità montane sono fondamentali per questo. Noi facciamo la nostra parte, come fatto con l’accordo per la messa in sicurezza dei fiumi in ambito montano. Nelle Marche, a differenza di altre regione, gli enti montani hanno costituito una vera e propria best practice, ora il problema è capire dove vuole andare il governo nazionale, perché l’indirizzo non è chiaro.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2009 alle 13:41 sul giornale del 29 ottobre 2009 - 785 letture

In questo articolo si parla di regione marche, politica, montagna





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