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Cagli: Spacca, il centro Italia rappresenta una \'unicità virtuosa\'

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Dichiarazione del Presidente della Regione Marche Gian Mario Spacca.

Il Centro Italia rappresenta una “unicità virtuosa”. Al riguardo serve un pensiero strategico unitario tra questi territori: l’abbiamo chiamata una “coalizione del Centro”. Qualcosa che consenta di transitare dal concetto di macro-regione “in sé” – come evidentemente il Centro Italia è - a macro-regione “per sé”, ossia ad un aggregato in grado di esprimere non solo dei valori comuni, ma una progettualità condivisa. Nelle “terre di mezzo”, infatti, si guarda forse un po’ meno allo Stato come soggetto a cui rivolgere lamentele e chiedere la soluzione dei problemi e un po’ più alle istituzioni regionali con le quali costruire risposte concrete. Proprio la sussistenza di un certo livello di fiducia nei soggetti pubblici e nella loro consueta modalità di azione contribuisce ad arginare quelle richieste di “bassa pancia” che si registrano diffusamente in altre aree del Paese (nel Sud come nel Nord), mentre molto meno nel Centro. Gli Enti territoriali presenti nell’Italia centrale, dunque, hanno responsabilità importanti.



Non tanto perché circa i tre quarti del valore aggiunto di questa macroarea si origina sotto la loro diretta amministrazione, ma soprattutto perché possono contribuire alla tenuta di un modello “terzo”, alternativo a quel dualismo rancoroso del Nord o del Sud che vagheggia soluzioni potenzialmente portatrici di un allargamento ulteriore delle differenze socio-economiche tra i diversi territori dell’Italia, che mette in campo azioni di tipo rivendicativo, e mina l’unità del Paese. Le aree del Centro-Italia, infatti, sono quelle dove si è sviluppata la migliore cooperazione tra cittadini e istituzioni e dove risiede il maggior spirito civico. Il mantenimento di una buona coesione sociale ha consentito di esorcizzare, almeno in parte, le paure del cambiamento. L’attenzione diffusa alla qualità dei beni pubblici – e alla risorsa ambientale, in particolare - ha evitato, ad esempio, la corsa alla deregulation urbanistica.



Il Centro Italia si conferma “resistente” anche rispetto alle difficoltà della recessione internazionale: l’Istat rileva che le Marche e l’Emilia Romagna, insieme al Trentino, sono le uniche regioni italiane che non hanno avuto cali degli occupati tra il giugno 2008 e 2009. E’ proprio di questi giorni la classifica, sempre dell’Istat, sulla crescita del Pil degli ultimi 10 anni, che evidenzia il primato delle Marche e come tutte le Regioni del Centro Italia siano sopra la media nazionale. Tali dati sono il segno di una capacità delle istituzioni locali di offrire risposte positive al bisogno di una politica economica tesa a difendere il lavoro ed i processi di crescita delle comunità locali.





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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2009 alle 17:22 sul giornale del 29 ottobre 2009 - 629 letture