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I socialisti ed il nuovo PD

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La netta vittoria di Pier Luigi Bersani nel corso della consultazione popolare per la nomina del nuovo Segretario nazionale del Partito Democratico apre lo spazio per una discussione sulle nuove prospettive del centro-sinistra nel nostro Paese.

La linea del neo-Segretario, che è risultata largamente maggioritaria nel PD ed è stata confermata dal voto delle c.d. “primarie” di domenica 25 ottobre, è quella di liquidare la concezione del PD come “partito a vocazione maggioritaria” e sostanzialmente autosufficiente, volto a creare una dimensione bipartitica nello scenario politico italiano, che Walter Veltroni impose al PD e che nelle elezioni politiche del 2008 ha consegnato a Silvio Berlusconi, al PDL ed ai suoi alleati, una maggioranza parlamentare in entrambe le Camere che non ha precedenti nella storia repubblicana.



La volontà di Bersani è quella di tornare ad una logica di coalizione, nella quale il PD rappresenti ovviamente il punto di riferimento dello schieramento di centro-sinistra, ma che costruisca un vasto schieramento politico che possa, nel 2013 o prima (qualora il governo Berlusconi dovesse “implodere” prima della scadenza naturale della legislatura), presentarsi all\'elettorato con una proposta di governo alternativa a quella del centro-destra. In sostanza, è la riscoperta della dottrina “prodiana”, che, lo ricordiamo ai lettori, è stata l\'unica che in questi ultimi quindici anni ha consentito al centro-sinistra di battere per ben due volte Berlusconi ed il centro-destra. E\' ovvio che una strategia di questo tipo non può non interessare i socialisti italiani, che nelle elezioni politiche del 2008 furono “rifiutati” nell’apparentamento da Veltroni, che preferì piuttosto l\'Italia dei Valori di Di Pietro, con il bel risultato di dare forza e visibilità politica ad un movimento che punta oggi dichiaratamente a “fare concorrenza” al PD, cavalcando ogni occasione per proporsi come i “puri e duri” nell\'opposizione a Berlusconi.



Il PSI, come recentemente il Partito presieduto da Riccardo Nencini ha ripreso a chiamarsi, ha aderito al progetto di Sinistra e Libertà, che però deve ancora chiarire quali siano le prospettive politiche del nuovo soggetto che s\'intende costituire, sia in vista delle elezioni regionali di marzo che, a giugno, della costituzione di un nuovo partito, con lo scioglimento nello stesso delle formazioni politiche che hanno dato vita a SeL. E\' quindi evidente che la politica che il PD ed il suo nuovo leader metteranno in campo nei prossimi mesi interessa, e molto, i socialisti, soprattutto se, a seguito della vittoria schiacciante di Bersani e del buon risultato di Ignazio Marino, abbandoneranno il Partito Democratico gli esponenti Teodem (come l\'On. Paola Binetti, che ha votato contro l’aggravante in codice penale per l’omofobia, o la Sen. Dorina Bianchi, che ha votato con la destra per istituire una commissione di indagine sulla pillola abortiva RU486, che, in ospedale, consente alle donne che di abortire senza ricorrere ad una dolorosa e pericolosa operazione chirurgica), consolidando l\'immagine del PD come partito laico, sia pure rispettoso ed attento alla posizioni della Chiesa cattolica.



Anche nelle Marche la linea Bersani è stata vincente, sia all’interno al PD, che nelle votazioni di domenica scorsa, con oltre il 50% dei voti. Resta da vedere se il neo-Segretario regionale del PD, Palmiro Ucchielli, e la Direzione regionale di questo Partito intenderanno seguire la stessa impostazione programmatica di Bersani in occasione delle elezioni regionali del prossimo marzo. I socialisti auspicano che anche nelle Marche si voglia perseguire una logica di apertura delle alleanze per la nuova Giunta Regionale, che prenda atto del positivo lavoro sin qui svolto e confermi la disponibilità a proseguire tale azione di governo.



Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2009 alle 18:28 sul giornale del 28 ottobre 2009 - 1156 letture