Hallo, itt Ancona! L\'Ungheria scopre l\'enogastronomia Marchigiana

2' di lettura 22/10/2009 - \"Hallo, itt Ancona!\", in ungherese \"Pronto, qui Ancona!\" è il titolo di una delle tre rubriche fisse che la sommelier ungaro-slovacca Eva Kottrova dedica, su altrettante riviste nazionali ungheresi, dedica ai piatti della tradizione marchigiana.

Eva Kottrova, appassionatissima dell’arte e dell\'enogastronomia italiana, da qualche tempo celebra le nostre peculiarità, i nostri personaggi, e da poco anche i nostri locali più blasonati, nonché gli chef più abili, scrivendo articoli su testate edite a migliaia di chilometri di distanza dalla nostra Regione.

Ai signori dell\'Est la cucina italiana non è certo nuova, ma se non fosse per gli articoli della bella opinionista di cultura ungherese dai tratti mediterranei, nessuno avrebbe mai sentito parole come vincisgrassi, ciauscolo, casciotta, sciughetti, e così via.

Anche se la tavola degli ungheresi non ha alcunché da invidiare a quella di altri paesi, nel Paese più bello del mondo - dice Eva Kottrova - invece c’è tanto, tantissimo da invidiare”.

La ragazza magiara è ben consapevole di ciò che dice. Lei raccoglie tutto, osserva, annusa, assaggia, e poi analizza; è munita di un palato molto severo e incorruttibile e quando si tratta di nomi importanti e altisonanti il suo giudizio è ancora più ferreo. Al contrario del suo compagno italiano Gabriele, al quale deve questi viaggi multicolori di arte, di storia, colmi di profumi, di sapori, che parlano sempre dialetti differenti.

\"Prima anche io snobbavo ogni forma di campanilismo tacciandolo di provincialismo, ma stando lungamente all’estero ho scoperto l’importanza e il piacere delle tradizioni che legano ogni popolo alla propria terra. Capisco, oggi, l’importanza di rivivere emozioni nell’assaporare piatti unici, irrepetibili altrove, dove l’ingrediente più importante è il carattere della gente - confessa la Kottrova - ho visto, e ho assaggiato dei capolavori meravigliosi, incancellabili dalla mente, dal palato e dal cuore; alcuni di essi cerco di tradurli sulla carta per lasciare posto a nuovi e incantevoli ricordi\".

Nella scia dei sapori italici, lunghi 2000 chilometri, Eva è arrivata alla consapevolezza del giusto equilibrio delle terre di mezzo, appunto, le Marche, che sta trasmettendo ai popoli danubiani con amore profondo verso la nostra Terra.








Questo è un articolo pubblicato il 22-10-2009 alle 11:17 sul giornale del 23 ottobre 2009 - 2701 letture

In questo articolo si parla di cultura, enogastronomia, attualità, michele pinto, eva Kottrova, ungheria





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