Le Acli marchigiane aderiscono alla petizione per un nuovo Statuto dei lavori

acli| 4' di lettura 13/10/2009 - Le proposte: unica disciplina dei contratti di lavoro; estensione della cassa integrazione a tutti i settori produttivi e le tipologie contrattuali; indennità di astensione facoltativa per i padri dopo la nascita del figlio all\'80% dello stipendio.

Anche nelle Marche il pullman allestito dalle ACLI Nazionali per promuovere la petizione per uno \"Statuto dei lavori\" da affiancare allo Statuto dei lavoratori. Sabato 10 ottobre e domenica 11 ottobre il pullman, che girerà l\'Italia fino al prossimo 13 febbraio toccando 50 città, è arrivato anche in Piazza Arringo di Ascoli Piceno per la Festa delle ACLI e a Pesaro, in occasione della Festa provinciale del Terzo settore. \" Numerosi cittadini hanno richiesto informazioni e hanno condiviso la proposta sottoscrivendola\" ha affermato Maurizio Tomassini, Presidente provinciale delle ACLI di Pesaro \"tra questi anche il Sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli, la vice sindaco Giuseppina Catalano e l’assessore Provinciale con delega alle politiche sociali Daniela Ciaroni\".



Le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani fanno propria la proposta che fu di Marco Biagi e hanno lanciato la campagna nazionale \"Verso uno Statuto dei lavori: più diritti e più tutele per tutti\": una petizione popolare con l\'obiettivo di raccogliere 100mila firme intorno ad un nucleo articolato di proposte di riforma del mercato del lavoro e delle politiche connesse di welfare, da presentare a Governo e Parlamento. Le proposte delle Acli mirano a garantire a tutti i lavoratori alcuni diritti fondamentali - il diritto alla sicurezza e alla salute, a una remunerazione adeguata, alla formazione permanente - attraverso tutele ritenute \"sempre più essenziali\", come una progressiva stabilità lavorativa, un\'indennità generalizzata in caso di licenziamento, una pensione dignitosa, la possibilità di conciliare e i tempi di vita e di lavoro. Concretamente, la petizione chiede \"uguali diritti per tutti i lavoratori\" attraverso l\'introduzione di un\'unica disciplina dei contratti di lavoro: un \"contratto prevalente a tempo indeterminato per i lavoratori subordinati neo-assunti\", che preveda la stabilizzazione definitiva al sesto anno di anzianità aziendale per tutto il lavoro dipendente e la fissazione di \"un\'unica aliquota contributiva del 30%\" per tutti i contratti, compresi quelli a collaborazione. Per garantire \"salari più dignitosi per tutti\", si propone di \"detassare completamente i redditi derivanti dalla contrattazione territoriale e aziendale\", riducendo contemporaneamente le aliquote fiscali sui redditi da lavoro \"per gli scaglioni più bassi\".



Per rendere esigibile il diritto alla formazione permanente si chiede la \"detraibilità fiscale dei costi\" sostenuti da ciascun lavoratore e l\'introduzione del \"diritto ad un\'aspettativa non retribuita sino a 12 mesi per frequentare attività formative certificate\". Le Acli propongono di estendere la cassa integrazione e i contratti solidarietà a \"tutti i settori produttivi e a tutte le tipologie contrattuali in caso di ristrutturazione o crisi aziendale\", ricavando le risorse \"in parte dall\'assicurazione obbligatoria e in parte da fondi di origine contrattuale e gestiti da enti bilaterali\".



La petizione sostiene l\'ipotesi di una riforma del sistema pensionistico che miri a \"equiparare e innalzare gradualmente, secondo le indicazioni europee, l\'età pensionabile sia per gli uomini che per le donne\", garantendo però \"un\'uscita flessibile da lavoro\". Si vuole altresì introdurre \"una pensione di base a carico della fiscalità generale\", accanto alla pensione contributiva e a quella complementare, quest\'ultima incoraggiata attraverso un \"ulteriore sgravio fiscale\". Il capitolo della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Le Acli propongono, tra le altre cose, di aumentare l\'astensione obbligatoria per maternità a 6 mesi, portare l\'indennità dell\'astensione facoltativa al 60% della retribuzione, riconoscere per il padre un\'indennità pari all\'80% della retribuzione per i primi due mesi di astensione facoltativa dopo la nascita del figlio. Infine il tema della \"democrazia economica\". Le petizione richiama l\'esigenza di favorire \"meccanismi di partecipazione e di collaborazione dei lavoratori nell\'azienda\". Riconosce il \"diritto per i lavoratori ad essere informati sulle decisioni di carattere strategico dell\'azienda\". Propone il controllo sull\'andamento aziendale mediante la \"partecipazione di rappresentanti eletti dai lavoratori o designati dalle organizzazioni sindacali negli organi di sorveglianza\". Sostiene l\'istituzione di \"forme di partecipazione dei lavoratori agli utili di impresa\", contemplando anche la \"distribuzione di azioni o quote del capitale societario ai lavoratori\".






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-10-2009 alle 16:03 sul giornale del 14 ottobre 2009 - 765 letture

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