Cupra Marittima: conflitto a fuoco con la Polizia, serve più armamento

2' di lettura 06/10/2009 - I Poliziotti della Stradale che lo scorso venerdì, sulla A14, sono rimasti coinvolti in un tentativo di rapina in danno di un furgone portavalori, sono certamente vivi per miracolo.

L’impressionante numero di proiettili esplosi con Kalasnikov, fucili e pistole, da un feroce commando di oltre 10 rapinatori, dimostra per l’ennesima volta che la regione Marche sta divenendo preda di bande criminali militarmente organizzate e, soprattutto, dotate di micidiali armi da guerra. L’Unione Sindacale di Polizia, ormai da anni, invoca invano il potenziamento degli organici delle Forze dell’Ordine sul territorio e, una maggiore attenzione verso fenomeni delinquenziali che rischiano di radicarsi stabilmente nei tranquilli Comuni marchigiani, trasformandoli pian piano in vere e proprie roccaforti del crimine organizzato.


Quanto accaduto a Cupra Marittima e, prima ancora su molte altre importanti arterie stradali della regione, deve certamente far riflettere sui concreti pericoli che corrono quotidianamente i pochi Operatori della Polizia Stradale rimasti a presidiare la rete viaria. Tuttora, infatti, le già scarse Pattuglie utilizzano auto di servizio ormai vetuste e prive di sistemi di semi-blindatura che sono fondamentali per l’incolumità personale, mentre l’armamento in dotazione è costituito da un mitragliatore M12 e da una pistola, rispettivamente muniti di un solo caricatore, evidentemente del tutto insufficiente a contrastare una potenza di fuoco come quella messa in atto Venerdì scorso dalla banda di rapinatori.


La fornitura e la qualità dei giubbotti antiproiettile deve inoltre essere costantemente assicurata, al pari di un secondo caricatore di scorta che, in talune circostanze, può senza dubbio fare la differenza tra la vita e la morte. Urge, pertanto, rivedere in senso migliorativo gli armamenti in dotazione alla Polizia Stradale, prevedendo anche che le pattuglie possano essere equipaggiate con strisce chiodate da stendere sull’asfalto, laddove si renda necessario bloccare un’auto in fuga o, limitare il transito dei veicoli inibendo parte della carreggiata, agevolando così eventuali controlli mirati. Peraltro, l’eventuale utilizzo delle strisce chiodate, solo pochi giorni fa, avrebbe forse potuto evitare l’investimento e l’uccisione, in Umbria, di un valoroso Carabiniere che ad un posto di blocco aveva tentato di fermare un’auto rubata.


Assistiamo, purtroppo, ad una crescente emergenza criminale che solo attraverso enormi sacrifici viene lodevolmente gestita dalle Questure e dai Compartimenti della Polizia Stradale delle Marche, nonostante le gravi carenze di organico e di mezzi, nonché l’assenza di adeguati incentivi, anche di natura economica. Dal Governo centrale attendiamo quindi ora risposte concrete che salvaguardino innanzitutto la vita dei Poliziotti e, riportino la legalità su un territorio esposto sempre di più agli interessi di pericolose organizzazioni mafiose.


Vice Segretari Nazionali dell’U.S.P. Roberto BONI e Paolo DE SANCTIS e Vice Segretario Nazionale Onorario Salvatore Tornambene.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 06-10-2009 alle 14:16 sul giornale del 07 ottobre 2009 - 796 letture

In questo articolo si parla di attualità, unione sindacale di polizia





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