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comunicato stampa

Mingione: Marche virtuose nella capacità di accordo con gli Enti locali

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Una prima fotografia complessiva sul welfare nelle Marche a confronto con le regioni italiane ed europee è contenuta nel volume “ Il welfare nelle Marche , attori, strumenti e politiche”, curato da Angela Genova e Federico Palazzo e presentato oggi in Regione.

Un lavoro di 343 pagine che nasce dalla collaborazione tra la Regione (funzionari ed esperti del Servizio politiche sociali) e le tre Università marchigiane che tengono corsi di laurea in campo sociale. La presentazione è stata anche l’occasione di un articolato dibattito aperto da Enzo Mingione, preside della Facoltà di Sociologia all’Università Bicocca di Milano, il quale ha evidenziato come il welfare italiano sia in assoluto il più difficile da riformare rispetto a quello di altri Paesi per la scarsa capacità di adattamento ai cambiamenti culturali ed economici.


“Dallo studio della Comissione Onofri di 12 anni fa, non è stato ripreso nessun suggerimento – ha detto - neanche quelli positivi. L’intervento epocale della legge 328/2000 è arrivato troppo tardi e per di più è stato subito sconvolto dalla riforma costituzionale del titolo V che ha regionalizzato tutto, passando le “patate bollenti” dell’adattamento alle Regioni, senza dotarle di strumenti idonei per assumersi il peso delle responsabilità e accentrando ancora alcuni campi, come il sistema educativo e quello previdenziale. La crisi del welfare - ha proseguito- passa da eventi di per sé positivi ma che hanno incrinato l’equilibrio: la crisi del modello di famiglia nucleare stabile, i cambiamenti nel lavoro soprattutto delle donne che garantivano la stabilità del sistema e che hanno ancora doppie responsabilità (lavoro e cura familiare) e a cui si chiede spesso anche una formazione più alta che non agli uomini, l’allungamento delle prospettive di vita, diversificazione accentuata dei bisogni. Nel nostro Paese ci sono poi rilevanti sperequazioni territoriali Nord-Sud all’interno delle stesse regioni. Anche le Marche hanno affrontato e stanno affrontando queste difficoltà ma hanno avuto, a differenza di altre regioni, la capacità di attivare accordi e concertazione con gli Enti locali. Un fatto molto importante che valorizza anche il terzo settore.”


Mingione ha anche citato il “Rapporto Beveridge del 1942 – propaganda bellica della Gran Bretagna - che nonostante gli anni non è superato nell’idea di interconnessione degli interventi: asili nido e servizi agli anziani non possono che appartenere allo stesso progetto di protezione e coesione sociale e offerti a tutte le classi di popolazione. “Alle Regioni – ha concluso – la sfida politica di puntare soprattutto sulla qualità dei servizi sociali perché sia intesa come investimento per un futuro di crescita delle comunità.” “Una sfida importantissima e su cui calibrare tutti gli obiettivi del welfare- ha riaffermato l’assessore regionale alle politiche sociali, Marco Amagliani- e da cui le Marche non si distolgono, ma è davvero difficile mirare alla qualità, perché evidentemente non è lo stesso obiettivo del Governo nazionale che persevera nel taglio indiscriminato di risorse finanziarie proprio al sociale. E il rapporto costruttivo creato con i Comuni marchigiani viene minato, per questo, dalle fondamenta.“


Al dibattito è intervenuto anche il Rettore dell’Università Politecnica delle Marche, Marco Pacetti che ha messo in rilievo la positività della collaborazione con la Regione e tra Università, “ cosa per niente scontata” e che ha visto un primo concreto risultato nella redazione di un volume, utilissimo strumento informativo per gli operatori e per gli amministratori perché mette in luce sfide e criticità per la costruzione di un welfare regionale maturo a cui il mondo accademico potrà assicurare un contributo fattivo. Oltre al dirigenti regionale, Paolo Mannucci , che ha evidenziato l’utilità della formazione universitaria di figure di alta professionalità per le politiche sociali, sono intervenuti Giovanni Santarelli tra gli autori del volume insieme ai docenti Yuri Kazepov (Urbino) e Giovanna Vicarelli (Ancona) ed inoltre Sebastiano Porcu (Univ. Macerata), il presidente dell’Ordine degli assistenti sociali, Orazio Coppe e Riccardo Ruggeri, coordinatore CUPLA.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-10-2009 alle 14:37 sul giornale del 03 ottobre 2009 - 890 letture