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comunicato stampa

Crisi \'Ittierre\': intervenire con urgenza

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Il gruppo molisano in amministrazione straordinaria secondo la legge Marzano, che blocca i crediti ai contoterzisti. Alcuni hanno già chiuso ed altri hanno avviato i licenziamenti. Appello alle istituzioni.

Secondo la Cna occorre intervenire con urgenza perché le banche hanno già bloccato l’accesso al credito dei faconisti e dei fornitori creditori di Ittierre mentre Equitalia e l’Agenzia delle Entrate hanno avviato l’ opera di pignoramento dei beni. Rischio chiusura per 140 aziende marchigiane della subfornitura dell’abbigliamento e del distretto calzaturiero del fermano. Si tratta di piccole e medie imprese che lavoravano come faconisti o fornitori del gruppo Ittierre di Isernia, posto in amministrazione straordinaria dal tribunale della città molisana, secondo quanto previsto dalla legge Marzano, finalizzata alla ristrutturazione del gruppo ed alla continuazione della sua attività ma che blocca i crediti. Già alcune di queste imprese hanno dovuto chiudere ed altre licenziare una parte dei 2.500 dipendenti a causa del mancato incasso di circa 40 milioni di euro da parte delle società del gruppo Ittierre.



La situazione di disagio non è limitata alle Marche ma coinvolge, in dieci regioni italiane, 1.370 piccole e medie imprese con 95 mila dipendenti e 272 milioni di crediti maturati prima della dichiarazione dello stato di insolvenza. La denuncia è della Cna Marche che invita la Regione, le Province e tutte le istituzioni interessate a mobilitarsi per mettere a disposizione di queste aziende strumenti creditizi e finanziari di sostegno, al fine di scongiurare la cessazione delle attività e salvaguardare i posti di lavoro. Per affrontare le problematiche causate all’indotto e al faconismo dalla vicenda Ittierre, è stato istituito un tavolo nazionale delle regioni interessate, coordinato dal Molise, al quale la Regione Marche partecipa con l’Assessore Badiali.



“Occorre intervenire con urgenza” precisa il segretario regionale Cna Silvano Gattari “perché le banche hanno già bloccato l’accesso al credito dei faconisti e dei fornitori creditori di Ittierre mentre Equitalia e l’Agenzia delle Entrate hanno avviato l’ opera di pignoramento dei beni. Per questo sollecitiamo la Regione ad attivarsi per trovare una soluzione in grado di salvare le nostre piccole imprese subfornitrici che fino ad oggi hanno cercato di resistere ma a che a settembre si troveranno di fronte ad una situazione drammatica, costrette a chiudere aziende frutto di una vita di sacrifici ed a licenziare centinaia di dipendenti”. Le 140 piccole imprese marchigiane coinvolte nel crack del gruppo Ittierre, chiedono in particolare che vengano pagati i crediti antecedenti alla messa in amministrazione straordinaria dell’Ittierre, utilizzando la Cassa Depositi e Prestiti o i fondi di solidarietà regionali, per anticipare le somme dovute.



Inoltre una linea di credito per finanziare le nuove fatture della merce prodotta successivamente alla decisione del tribunale di Isernia. Infine la sospensione del pagamento delle imposte dovute ad Equitalia e all’Agenzia delle Entrate e la ricerca di una soluzione con gli istituti bancari che, nel 90 per cento dei casi, hanno già chiesto il rientro dei crediti e la revoca dei conti correnti a tutte le aziende.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2009 alle 19:40 sul giornale del 30 luglio 2009 - 1723 letture