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comunicato stampa

Decreto Calderoli, monta la protesta delle comunità montane

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Maria Assunta Paci

“E così lo stato centrale non solo elimina le Comunità Montane, enti locali sovracomunali che coordinano e gestiscono per i piccoli Comuni tutta una serie di servizi che altrimenti non sarebbero disponibili per i cittadini dei territori montani ma, con una operazione che il Presidente nazionale dell\'Uncem, Enrico Borghi, ha definito \"giacobina, mercatista e tecnocratica\", espropria la sovranità dei piccoli Comuni e svuota i luoghi della democrazia rappresentativa” afferma Maria assunta Paci Presidente dell\'Uncem Marche.

“Qui si cerca di far passare per modernizzazione solo un’operazione di cassa, tra l\'altro più apparente che reale, che toglie ai Comuni sotto i 5.000 abitanti, che nelle Marche sono 179, le funzioni fondamentali su materie chiave (energia, sviluppo economico, risorse idriche, agricoltura e sviluppo rurale, forestazione, tutela e uso del suolo tanto per fare qualche esempio) nella evidente intenzione di aprire la strada alla colonizzazione delle risorse naturali montane da parte sia dei privati che delle municipalizzate delle grandi città. Chissà perché si specula sulla riduzione dei consiglieri dei piccoli Comuni, che hanno un costo pari a zero e invece si apre alle città metropolitane, per le quali lo Stato dovrà invece sborsare un sacco di quattrini\".


“Mi pare che affidare obbligatoriamente a un ente intermedio precario, senza identità condivisa come le Unioni dei Comuni, tutte quelle materie come urbanistica, edilizia pubblica e privata, gestione del territorio, viabilità, servizi sociali, edilizia scolastica e istruzione, sicurezza urbana, polizia municipale e stato civile, che oggi sono il cuore dell’azione di una amministrazione locale democraticamente eletta, sia una vera e propria follia amministrativa. Questo rappresenta lo svuotamento della politica intesa come assunzione di responsabilità di scelte trasparenti nei confronti dei cittadini”. “E come se ciò non bastasse” continua M.A. Paci “abbiamo anche il corollario della misura che prevede la scomparsa delle giunte nei Comuni sotto i 1.000 abitanti (52 nelle Marche) e il dimezzamento dei consigli nei Comuni sotto i 3.000 abitanti (140 nelle Marche). Tutto questo ci dà l’idea di una concezione della democrazia sempre meno partecipata e sempre più concentrata nelle mani di pochi”.


“Per questo chiederemo ai sindaci di opporsi con ogni mezzo a questo disegno di legge che evidenzia con chiarezza il tentativo di accordo tra poteri forti che vogliono fare cassa sulle spalle dei piccoli Comuni e dei territori da essi governati, quelli montani in primis, che si vedono addirittura spogliati dell’autonomia. Da un lato si istituisce la Città Metropolitana dandole poteri, funzioni e risorse. Dall’altro si strozzano tutti i piccoli Comuni, si sopprimono le Comunità Montane che hanno il peccato originale di voler difendere la dignità e l\'autogoverno dei territori montani”. “Il 22 a Roma” conclude la Paci “si terrà una iniziativa nazionale dell\'Uncem a cui parteciperanno sia il gruppo parlamentare Amici della Montagna che il presidente di Legautonomie, On. Oriano Giovanelli, per fare il punto su tutto ciò, individuare le azioni per contrastare questa proposta di legge e rilanciare una vera proposta riformatrice che abbia al centro i diritti delle popolazioni montane e il ruolo delle amministrazioni locali”.



Maria Assunta Paci

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 18-07-2009 alle 13:33 sul giornale del 18 luglio 2009 - 1875 letture