Unioncamere: meno imprese e più fallimenti

3' di lettura 15/07/2009 - Secondo i dati Unioncamere, dal 1 gennaio al 30 giugno le imprese in attività sono 1.114 in meno mentre sono state avviate 263 procedure fallimentari contro le 117 del 2008.

La crisi presenta il conto al sistema produttivo marchigiano. Dal primo gennaio al 30 giugno le imprese in attività sono scese da 161.667 a 160.553, con un calo di 1.114 unità. Praticamente ogni giorno, compresi quelli festivi, sono scomparse sei aziende. In forte aumento anche l’apertura di nuove procedure fallimentari: sono state 263 rispetto alle 117 dello stesso periodo dell’anno precedente.



“In realtà” precisa Unioncamere Marche “le imprese che hanno deciso di abbassare la saracinesca nel primo semestre del 2009 sono nella media dei periodi precedenti ma quest’anno non sono state rimpiazzate, se non in minima parte, da nuove attività. I marchigiani che vorrebbero mettersi in proprio preferiscono aspettare che passi la crisi e questo comporta un significativo calo delle aziende in attività.” Il calo delle imprese attive, secondo i dati di Unioncamere Marche, ha colpito soprattutto l’agricoltura (-533) ma anche il manifatturiero (-290), il commercio (-219) e le costruzioni (-171) che, per la prima volta da oltre un decennio devono fare i conti con una diminuzione del numero delle imprese. In controtendenza le aziende immobiliari e informatiche (+170) ed i servizi (+41). A preoccupare l’Unione regionale delle Camere di Commercio sono soprattutto i dati che arrivano dai settori tradizionali dei distretti marchigiani che vedono la meccanica perdere 67 aziende ed il calzaturiero 60. Problemi anche per il mobile (-58) e il tessile abbigliamento (-33). Per quanto riguarda le imprese sul territorio, sono Ascoli Piceno e Fermo a pagare il conto più salato (-408) ma anche la provincia di Pesaro e Urbino registra una perdita pesante (-331 aziende attive). Più contenuto il calo delle imprese in attività ad Ancona (-200) ed a Macerata (-175).



In questo panorama negativo, va registrato con soddisfazione il fatto che aumentano le imprese che nascono come società di capitali (+327), segno che il sistema imprenditoriale marchigiano prosegue nel suo processo di ammodernamento e irrobustimento. Si fanno invece più acute le difficoltà per le imprese individuali (-1.145) e per le società di persone (-332). Anche l’artigianato registra un semestre negativo, con una diminuzione di 692 imprese da gennaio a luglio. Infine i fallimenti: sono passati da 117 a 263 con un’impennata di 146 procedure in più nei primi sei mesi dell’anno, distribuite in modo omogeneo nelle province marchigiane. “La crescita delle procedure fallimentari” commenta Unioncamere “significa che sta aumentando la pressione sui bilanci delle aziende che cercano di resistere riducendo i margini, limando i costi, rallentando la produzione ma tutto questo non basta più.



Per mantenere in vita le imprese marchigiane e permettere loro di conservare capacitò produttiva e occupazione su livelli adeguati, occorre intervenire sul fronte del credito, per consentire loro di ripartire non appena le condizioni lo permetteranno. Per questo l’Unioncamere e il sistema camerale continueranno ad impegnarsi per rafforzare i sistemi di garanzia per i finanziamenti alle aziende in difficoltà”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-07-2009 alle 17:04 sul giornale del 15 luglio 2009 - 803 letture

In questo articolo si parla di attualità, economia, crisi economica, unioncamere





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