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comunicato stampa

Badiali: \'Il lavoro è inclusione sociale\'

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Fabio Badiali

Un elemento fondamentale ha accomunato le relazioni degli esperti che hanno parlato ieri nel corso del seminario di apertura del Programma OPEN: il Lavoro significa inclusione sociale.

Il primo seminario, che fa parte di un più ampio ciclo tematico articolato nel corso dell’anno nell’ambito del programma europeo di cui le Marche sono capofila, era dedicato infatti a Mercato del lavoro: uno spazio di inclusione sociale per le persone svantaggiate. L’incontro era moderato dal Presidente dell’Ordine dei Giornalisti delle Marche, Gianni Rossetti che ha dichiarato la piena adesione alle finalità di OPEN, attraverso una collaborazione con l’assessorato regionale alle Politiche sociali per promuovere, attraverso l’informazione, una comunicazione sociale di qualità e un ampio dibattito sui temi della lotta all’emarginazione sociale.


Nell’introduzione ai lavori, l’assessore regionale al Lavoro, Fabio Badiali – dopo aver ricordato le misure anticrisi messe in atto dalla Regione per “aiutare chi ha più bisogno” – ha sottolineato quanto sia importante in momenti come quelli che stiamo vivendo, l’integrazione tra il sociale e le politiche del lavoro e quanto passi anche da progetti come OPEN, il rafforzamento della coesione sociale.” Il rischio in momenti di crisi non è solo finanziario ed economico – ha detto – ma anche di tenuta sociale e la Regione sta cercando di mettere a regime ogni misura che scongiuri tali problemi.” “In tal senso – ha poi aggiunto- l’Europa gioca un ruolo fondamentale di cerniera tra Oriente e Occidente e di luogo privilegiato per ridisegnare le linee di un mondo nuovo che sia ispirato alla solidarietà e alla protezione dei più deboli.


“ Il dirigente regionale dei Servizi Sociali, Paolo Mannucci ha illustrato gli obiettivi del Programma OPEN, caratterizzato da un ampio partenariato internazionale (tra i quali Inghilterra, Spagna, Germania, complessivamente 20 partners tra internazionali e nazionali come il Ministero del Lavoro, Salute e Politiche Sociali, la Regione Molise, la Croce Rossa tedesca, la Fondazione Brodolini ). OPEN vuole promuovere il dibattito relativo ai principali temi di inclusione sociale coinvolgendo attivamente la cittadinanza e tutti gli attori rilevanti per la definizione delle politiche sociali. Mannucci ha anche relazionato sugli esiti del meeting di lancio del progetto che si è tenuto il 28-29 Aprile scorso a Birmingham -UK nel quale la Regione Marche e SVIM, che supporta operativamente il progetto, hanno illustrato i punti di forza. Un brainstrorming che ha permesso ai partner di verificare la complementarietà delle esigenze e le buone pratiche di ciascuno da portare come esempio per gli altri partner. Ciascun partner, infatti, organizzerà 6 seminari aperti al pubblico, per ciascuno dei temi del progetto OPEN, stabilendo un programma adatto alle esigenze locali. Un programma che la Regione Marche ha curato sperimentalmente dal 2006 e che rappresenta un ottimo esempio di integrazione tra sociale e politiche del lavoro è stato PARI per il reinserimento lavorativo delle persone svantaggiate: in tre anni di sperimentazione – ha spiegato il funzionario regionale, Antonio Secchi- la Regione Marche ha attivato circa 4 milioni del Ministero e circa 1 milione di risorse proprie, costruendo con i Centri per l’impiego regionali una rete integrata di servizi dedicati. Ciò ha permesso d i coinvolgere 1500 lavoratori svantaggiati, di questi 1263 hanno sottoscritto patti di servizio e 800 sono stati ricollocati in altrettante aziende che hanno aderito al programma. Una di queste ha portato la testimonianza nel corso del seminario: uno Studio di consulenza del lavoro di Ancona ( Studio Mosca) che ha assunto un lavoratore svantaggiato e promosso il programma PARI presso altre aziende.


“ Superare i pregiudizi, attraverso il contatto diretto con i Centri per l’impiego e soprattutto con i lavoratori, questo ci ha fatto rendere conto quanto siano utili per tutti,aziende e lavoratori, gli interventi mirati come quelli avviati da PARI “, ha detto Paola Mosca. Una donna e madre – Rita Zoppidella provincia di Ancona, 44 anni - aveva lasciato, come molte altre, il lavoro dopo il primo figlio, ma – ha raccontato - attraverso il Centro per l’impiego e il programma Pari ha potuto rimettere a frutto le sue competenze nel settore dell’amministrazione di una cooperativa sociale e adesso lavora, dopo anni di inattività, dal 2006. Ancor più soggetti svantaggiati sono le donne vittime di tratta e prostituzione di cui si occupa l’Associazione “On the road” di San Benedetto del Tronto. In otto anni – ha ricordato il responsabile Vincenzo Castelli – abbiamo messo a punto un metodo di formazione di pratica d’impresa che ha permesso di far entrare nel mercato del lavoro 326 persone (di cui 21 rifugiate richiedenti asilo) in 226 aziende dell’ascolano e maceratese e con 95 di queste abbiamo sottoscritto convenzioni. Barbara De Micheli della Fondazione Brodolini ha evidenziato il clima propositivo e costruttivo che si respira nell’ambito del programma OPEN e la volontà - non così scontata in altre realtà regionali ed europee- della integrazione tra sociale e lavoro, fondamentale per trovare sinergie tra i diversi attori e obiettivo ribadito nella strategia di Lisbona per promuovere la buona occupazione.


Nella sua relazione, De Micheli è partita da un’analisi del disagio sociale per poi portare alla riflessione su come superare il pregiudizio verso molti soggetti svantaggiati e quindi l’esclusione sociale, attraverso il miglioramento dell’accesso al mercato del lavoro.



Fabio Badiali

Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-07-2009 alle 15:35 sul giornale del 09 luglio 2009 - 850 letture