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Jesi: omicidio del pizzaiolo cubano, in manette un ecuadoregno e un colombiano

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Sono stati arrestati a Jesi i due sud americani ritenuti gli autori dell\'omicidio del cubano Bravo Pino Ariel Osvaldo avvenuto all\' 1.50 della notte del 5 luglio a Jesi.

In manette sono finiti l\'ecuadoregno 36enne Victorero Teran Winston Geovany e il colombiano Tejada Florez Brian Alexis di 25 anni, entrambi residenti con regolare permesso di soggiorno a Jesi. I due lavoravano come falegnami ma erano da tempo in cassa integrazione. Arrestata anche Gulei Gabriela , 22 anni, accusata di favoreggiamento personale, sorpresa in casa di Victorero Teran Winston mentre cercava di ripulire i vestiti di quest\'ultimo sporchi di sangue.

Alle ore 1.50 della notte sono arrivate alla caserma dei Carabinieri di Jesi 2 richieste di intervento per aggressione in via Pastregno. Subito è arrivata in loco una pattuglia dei Carabinieri che resasi conto delle gravi condizioni in cui riversava il cubano ha tentato un immediato soccorso. Immediatamente si è messa in moto la macchina delle indagini condotte dal Capitano Carmelo Grasso di Jesi. L\'ecuadoregno è stato fermato ed arrestato quasi immediatamente, senza porre resistenza, nella propria abitazione, dove è stata arrestata anche la rumena che ha tentato di favoreggiarlo. Anche l\'arma, un coltello da cucina di circa 33 cm sporco di sangue, è stata ritrovata subito nelle vicinanze all\'interno di un cassonetto. Ora sotto esame dei RIS.

Dopo varie perquisizioni, della durata di circa 2 ore, è stato arrestato il secondo accoltellatore, il colombiano Tejada Florez Brian Alexis, in una abitazione dove da pochi giorni conviveva con la sua fidanzata. Anche lui non ha opposto resistenza.

I motivi dell\'omicidio non sembrano convincenti: il cubano passeggiava con la sua fidanzata per le vie di Jesi ed avrebbe incontrato i due assassini che già conosceva. Sembra che l\'ecuadoregno abbia fatto dei pesanti apprezzamenti sulla fidanzata del cubano e che questo non abbia gradito ed avrebbe così aggredito, ma esclusivamente verbalmente, i due che invece si sono recati sotto casa di Ariel Osvaldo chiedendogli di scendere, probabilmente per chiarire, per poi accoltellarlo. Ariel Osvaldo ha tentato di fuggire, ma i due l\'hanno raggiunto finendolo con almeno 10 coltellate che gli hanno reciso l\'aorta e ferito i polmoni. Ariel Osvaldo è deceduto alle 2 circa di notte, quando ormai le indagini erano state concluse.

Ora resta da capire il ruolo di entrambi nell\'omicidio e se ci siano dei motivi più validi che abbiano portato a quest\'efferato omicidio. Dalle primi indagini risulta che la sorella del colombiano sia stata un ex-fidanzata di Ariel Osvaldo.

Il comandante Provinciale dei Carabinieri di Ancona, il Colonnello Liviano Marino non nasconde che quest\'episodio sia sconvolgente per la realtà di queste zone generalmente tranquille, ma assicura che il territorio verrà continuamente monitorato.



Questo è un articolo pubblicato il 07-07-2009 alle 13:42 sul giornale del 07 luglio 2009 - 1521 letture