Il Verdicchio di Matelica e dei Castelli di Jesi conquistano la Docg

verdicchio 2' di lettura 14/06/2009 - E’ il traguardo più ambito per un vino. La garanzia del massimo livello di qualità raggiunto: la DOCG ovvero la denominazione di origine controllata e garantita. Questo importante riconoscimento è stato attribuito a tre vini marchigiani: il Verdicchio di Matelica riserva, il Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva e classico riserva.

A valutarli è stato il Comitato nazionale vini, composto da 42 membri, riunito in forma plenaria a Roma, nella sede del Ministero per le Politiche Agricole.

Per sostenere il lavoro dei vitivinicoltori marchigiani per la conquista della DOCG era presente il vice presidente regionale e assessore all’Agricoltura, Paolo Petrini. Grande infatti è stato l’impegno della Regione Marche lungo questo cammino a supporto delle produzioni di qualità nel rispetto delle migliori tradizioni locali. Una forte spinta ne deriverà anche sotto l’aspetto promozionale per far conoscere i vini marchigiani in Italia e all’estero. In Italia sono 45 le DOCG assegnate ai vini; le Marche ne possiedono ora 4: Conero riserva, Vernaccia di Serrapetrona e le ultime due del Verdicchio di Matelica riserva e del Verdicchio dei Castelli di Jesi riserva e classico riserva.

Le Marche possono così di nuovo fregiarsi di questa ambita attestazione attraverso tre dei suoi vini più famosi e apprezzati sulle tavole marchigiane, su quelle di tutta la Penisola e su quelle estere dell’America, del Regno Unito, della Germania, dei Paesi Scandinavi, della Cina e del Giappone.

E’ un traguardo, come tiene a sottolineare Petrini che rappresenta non soltanto il compimento di un processo di qualificazione che ha riguardato tutta la vitivinicoltura marchigiana ma simboleggia anche la fortissima volontà dei territori di percorrere piste alternative dello sviluppo, mantenendo però viva l’attenzione e dando la giusta considerazione a quella che è la storia locale, alle tradizioni, alla bellezza del paesaggio e, ovviamente, al gusto delle nostre tipicità.

I tre vini erano già in possesso della DOC (nelle Marche sono 15 i vini con la DOC). Il salto di qualità è avvenuto per il particolare pregio dovuto alle caratteristiche chimico-fisiche e organolettiche, dettate per l’appunto dal vitigno e dal territorio che hanno determinato l’unicità di questi vini.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-06-2009 alle 18:23 sul giornale del 15 giugno 2009 - 854 letture

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