Benatti: con la riforma dell\'istruzione tecnica superiore la scuola diventa una lotteria

stefania benatti 3' di lettura 30/05/2009 - \"Gravissimo che le famiglie non sappiano più quale percorso formativo potranno seguire i loro figli\".

La cosiddetta riforma della scuola secondaria ad indirizzo tecnico-professionale - varata due giorni fa dal Consiglio dei Ministri- non è che un’operazione chirurgica e neanche fatta col bisturi ma con l’accetta: praticamente – come ci ha ormai abituato il Ministro Gelmini – si vuole spacciare con il termine “riforma” un provvedimento di tagli indiscriminati, senza considerare gli effetti a lungo termine, ma direi anche a breve termine, dal momento che riguarderà anche le seconde classi, senza una corretta gradualità. E’ il punto su cui trovo la maggiore discrasia perché riguarda tante famiglie, nelle Marche ben 36.500 di altrettanti alunni che frequentano i 62 istituti tecnico –professionali della regione. Le famiglie hanno iscritto i loro figli con la convinzione che avrebbero seguito un preciso percorso formativo, adesso non sapranno nemmeno come proseguirà e, soprattutto, se proseguirà e se il diploma sarà qualitativamente lo stesso per cui li hanno iscritti. Lo trovo iniquo e su questo la Regione Marche farà un forte ostruzionismo.



L’unico criterio che il Ministro, anzi i Ministri Gelmini e Tremonti, tengono in considerazione è la quantità e mai la qualità della Scuola italiana. Non è accettabile, pur in un momento di crisi, che un Ministro all’Istruzione non riesca a far comprendere ai suoi colleghi che la Scuola dovrebbe essere l’ultimo settore da cui sottrarre risorse e non il primo. Da sempre le riforme si fanno con una dotazione finanziaria a disposizione,per migliorare. Adesso si fa unicamente per tagliare, cioè a canone inverso. Certo, da un parte c’era bisogno di superare l’eccessiva frammentazione di indirizzi e specializzazioni e di ridurre gli orari settimanali troppo pesanti, ma non c’era certamente bisogno di stravolgere percorsi e ingenerare confusione nei docenti e negli alunni che hanno già iniziato un percorso determinato lo scorso anno con un ordinamento diverso.



Sull’aumento di flessibilità poi, che per un verso era condivisibile se usata ai fini della specializzazione e dei fabbisogni di specifici territori, dall’altro potrà avere un effetto boomerang, perché si dovrà per forza basare sulla disponibilità delle risorse umane e finanziarie che invece mancheranno, visto che la definizione e la dotazione degli organici rimarrà in capo allo Stato. Sono state cancellate almeno 6 ore di lezione settimanale, da 38-40 a 32 per tutti gli indirizzi, senza dare criteri guida per costruire una coerenza ordinamentale. Le Scuole dovranno fare una lotteria per decidere quali ore eliminare, vincerà chi è più fortunato?! Il taglio delle ore di lezione consentirà al governo di alleggerire gli organici di diverse decine di migliaia di cattedre e forti rpercussioni le avremo anche nella nostra regione.



Un’ultima considerazione: proprio in un momento come quello attuale, in cui il mercato del lavoro è ai minimi storici, questo Governo sceglie di tagliare drasticamente l’Istruzione tecnico-professionale su cui si era puntato per farla diventare un volano di sviluppo, considerata il trampolino più accreditato per l’inserimento lavorativo di giovani, che, purtroppo, sempre di più stentano a trovare le certezze che si meritano. Lascio le facili conclusioni a chi legge.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-05-2009 alle 18:23 sul giornale del 30 maggio 2009 - 1118 letture

In questo articolo si parla di scuola, politica, stefania benatti





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