Artigianato artistico, disciplinare per la produzione del cappello

cappello di paglia 3' di lettura 27/05/2009 - Tutelare e salvaguardare una tradizione storica artigiana, tipica delle Marche, qualificandola nel contesto produttivo attuale, sempre più orientato allo sviluppo delle moderne tecnologie.

È l’obiettivo del Disciplinare di produzione del cappello che la Giunta regionale ha approvato per definire e valorizzare le caratteristiche del prodotto confezionate nei cappellifici marchigiani. La certificazione avverrà su base volontaria, spiega l’assessore all’Artigianato, Fabio Badiali.


Le aziende potranno utilizzare il contrassegno collettivo “1M – Marchio eccellenza artigiana” che attesta una produzione con caratteristiche superiori agli standard vigenti. Il disciplinare salvaguarda gli acquisti del consumatore, delineando le regole produttive, le caratteristiche e i requisiti. La valorizzazione del marchio, ribadisce l’assessore, rappresenta un beneficio per gli acquirenti, ai quali viene garantita la qualità dei materiali e delle lavorazioni. L’utilizzo del marchio è riservato ai cappellifici iscritti nell’apposita sezione speciale dell’Albo delle imprese artigiane. La denominazione “1M – Marchio eccellenza artigiana” viene riportata sui prodotti realizzati nelle Marche che soddisfano i requisiti richiesti. Le materie prime e le fasi produttive variano a seconda del tipo di cappello: paglia, feltro, filato, tessuto. Possono essere tutelate anche le produzioni innovative che vengano considerate come naturale sviluppo e aggiornamento dei modelli, delle forme, degli stili e delle tecniche tradizionali, nel pieno rispetto della memoria artistica. Le imprese possono apporre ulteriori etichette con il marchio “Distretto del cappello di Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone”.


Le Commissioni provinciali per l’artigianato (con la collaborazione del Consorzio Cappel-Doc) vigileranno sul corretto utilizzo dei marchi. Il disciplinare è stato emanato a seguito dell’approvazione del Testo unico regionale che regolamenta il settore industriale, artigiano e dei servizi (legge regionale 20/2003). La normativa prevede l’istituzione dei marchi di origine e di qualità per i settori dell’artigianato artistico. La Commissione regionale per l’artigianato ha individuato, quali lavorazioni prioritarie, quelle del cappello, del ricetto (tessitura a mano), della terracotta e della ceramica. Cenni storici. Le ricerche storico tradizionali sul cappello di paglia nelle Marche testimoniano la memoria secolare di un artigianato povero che, oltre alla manualità, richiedeva solo paglia di grano. Questa arte, evolutasi insieme ai tradizionali lavori agricoli, rappresentava, per i coloni dell’Alta Valle del fiume Tenna, che lavoravano il loro fondo a mezzadria, un’ulteriore fonte di guadagno.


Il cappello di paglia, per la sua utilità, cominciò a essere conosciuto e richiesto nelle campagne circostanti e diventò merce di scambio o di vendita. La nascita delle prime vere fabbriche di copricapo in paglia, fornite di operai, avvenne dopo la metà del XIX secolo. Le attuali aziende sono concentrate soprattutto nei paesi di Montappone, Massa Fermana, Monte Vidon Corrado e Falerone. Una recente indagine (gennaio 2009) segnala circa 416 realtà produttive nelle Marche che traggono origine non da un percorso storico e tradizionale, ma come produzione accessoria delle confezioni e delle pelletterie.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-05-2009 alle 13:55 sul giornale del 27 maggio 2009 - 906 letture

In questo articolo si parla di attualità, regione marche





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