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comunicato stampa

Le Marche sotto l\'assedio della criminalità

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Più volte l’Unione Sindacale di Polizia ha denunciato la gravissima situazione di illegalità che interessa le più importanti località delle Marche, chiedendo l’invio di più Poliziotti e la riorganizzazione dei servizi di controllo e di prevenzione sul territorio, al fine di assicurarne la piena e reale funzionalità.

Ciò nonostante, siamo stati sistematicamente accusati di fare allarmismo, in quanto a dire di “qualcuno” i livelli di criminalità sono nella norma e sotto controllo. Un’affermazione, questa, che ogni giorno viene però smentita da quella miriade di reati che si consumano nell’indifferenza di chi ancora fa finta di ignorare che la questione della sicurezza preme ai cittadini marchigiani molto più delle chiacchiere inconcludenti e degli spot elettorali. Certamente, non vivono infatti in un contesto “normale” gli abitanti di Ancona e di Civitanova Marche, dove con cadenza quasi quotidiana avvengono furti, rapine, risse, accoltellamenti e sparatorie, mentre cresce la prostituzione e bande di rumeni e di albanesi spadroneggiano con arroganza in ogni quartiere come se fossero i padroni di casa, al pari di venditori ambulanti abusivi sempre pronti ad aggredire i malcapitati Vigili qualora osino controllarli.


Un vortice di illegalità che anche coinvolge i residenti di Porto Recanati, di San Benedetto del Tronto e di Ascoli Piceno, dove oltre ad una immigrazione incontrollata aumentano gli illeciti e prende sempre più piede il fenomeno dello spaccio di droga tra i giovani, mentre si registrano altresì vergognosi casi di pedofilia. Nel frattempo, i “pendolari” del crimine, tra cui bande di nomadi e di stranieri dell’est, continuano non a caso a privilegiare la regione Marche per le loro scorribande, in quanto è ormai di tutta evidenza che i controlli delle Forze dell’Ordine risultano ovunque del tutto deficitari in funzione della generale carenza degli organici. Un’anomalia che, già da tempo, ha purtroppo consentito a pericolose organizzazioni criminali di colonizzare pressoché indisturbate intere fette di territorio, come peraltro emerge anche dal Rapporto Ecomafia 2009 di Legambiente e dalle indagini della Direzione Distrettuale Antimafia di Ancona.


Appare quindi chiaro che non è l’U.S.P. a fare “allarmismo”, ma più probabilmente sono talune istituzioni, locali e nazionali, ad avere gli occhi foderati di prosciutto, tanto da non vedere ciò che è sotto gli occhi di tutti. L’Unione Sindacale di Polizia ritiene pertanto necessario che tutte le autorità politiche marchigiane si mobilitino per chiedere al Governo centrale l’immediato invio nella regione di un congruo numero di Poliziotti, reperiti con nuove assunzioni, allo scopo di rimettere finalmente in moto quell’apparato di controllo sul territorio e quell’attività d’indagine, che nonostante gli sforzi, le varie Questure non sono più loro malgrado in grado di assicurare per mancanza di uomini, di mezzi, di risorse economiche e di incentivo.



Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-05-2009 alle 19:33 sul giornale del 13 maggio 2009 - 868 letture