Dalla regione 20 milioni di euro alla montagna

3' di lettura 12/05/2009 - Si spostano in avanti le lancette dell’orologio dell’Appennino, simbolo delle tappe conquistate a favore della Montagna marchigiana. Per le aree montane infatti, la Regione conferma uno stanziamento  di oltre 20 milioni di euro in tre anni (2009-2011) che serviranno tra l’altro a dare certezze e garanzie a 300 operatori impegnati nel settore. 


Di questo si è parlato questa mattina nella sala giunta di palazzo Raffaello dove il presidente della Regione Gian Mario Spacca, il vicepresidente Paolo Petrini e gli assessori alle politiche della montagna Gianluca Carrabs, al bilancio Pietro Marcolini, alle attività produttive Fabio Badiali, alla cooperazione Sandro Donati hanno incontrato i rappresentanti di Uncem (Unione delle Comunità montane) , Confcooperative, Agci, Legacoop, Unci, Cgil, Cisl e Uil per fare il punto della situazione e programmare il prossimo futuro del settore.


“Il governo regionale\" , ha detto il presidente Spacca , \"è da tempo impegnato a promuovere i progetti di riequilibrio a favore della Montagna perché convinto che l’integrazione tra le risorse naturali, culturali e turistiche rappresentino un secondo motore di sviluppo accanto a quello delle attività produttive generando reddito, sviluppo dell’occupazione e coesione sociale”.


L’assessore alle politiche della montagna Carrabs ha quindi illustrato il quadro finanziario. A disposizione del settore attualmente ci sono: 10 milioni di euro del PSR (Piano sviluppo rurale); 6,6 milioni di euro dell’Accordo di programma quadro per la difesa del suolo; 1,2 milioni nel bilancio di previsione della Regione (600mila per esigenze immediate e 600 mila euro per la copertura dell’Iva, impegno confermato per 4 anni per un totale di 2,4 milioni); un milione del FAS (Fondo aree sottosviluppate). A queste risorse si aggiungeranno la possibilità di finanziamenti Ue da catturare con progetti specifici e i fondi dell’Accordo di Programma quadro Marche – Umbria con il Governo per il recupero delle attività produttive e la diversificazione economica nelle aree dell’Appennino.


La conferma degli stanziamenti è stata per le cooperative e le parti sociali la risposta concreta e operativa ad un documento presentato alla giunta che esprimeva la necessità di stabilizzare la situazione delle maestranze forestali (che nelle Marche sono rappresentante dalle cooperative forestali associate al consorzio Marche Verdi) e di rigenerare questa esperienza ormai trentennale con azioni che garantiscano la continuità nei programmi di chi si occupa della gestione del territorio.


Alla riunione erano presenti: Mauro Scattolini (Confcooperative); Donatella Pierpaoli (AGCI), Teodoro Bolognini ( Legacoop); Adriano Cardogna e Paolo Argalia (Marche Verdi); Fabrizio Giuliani (Uncem), Maurizio Di Cosmo (Cgil), Silverio Giangiacomi (Cisl).


L’orologio dell’Appennino è custodito nel Monastero di Fonte Avellana dal 3 luglio del ’98 da quando cioè i firmatari dell’omonima Carta, Istituzioni, Cnel, Banca Marche, cooperazione, forze sociali , lo consegnarono ai monaci con il mandato di spostarne in avanti o indietro le lancette in occasione degli incontri periodici sullo stato di realizzazione degli impegni per la Montagna. Dalle originarie 5.30 le lancette fino ad oggi erano arrivate alle 11.15. Oggi si sono spostate sulle 11.30. Una copia dell’orologio è stata appesa nella sala della giunta regionale come monito.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2009 alle 17:13 sul giornale del 12 maggio 2009 - 791 letture

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