Bruno Rapa: bene il ripristino del Ministero del Turismo

3' di lettura 12/05/2009 - Bene! Con il ripristino del Ministero del Turismo (affidato a Michela Vittoria Brambilla ndr), si rimedia ad un errore gravissimo consumato ai danni di un settore trainante dell’economia nazionale.

Tale errore fu ancor più grave perché era sotto gli occhi di tutti che, a livello mondiale, il turismo era, è e sarà il migliore investimento perché “è meglio una bella vacanza piuttosto che il ricorso al medico”. Tale cecità, assieme ad altre sottovalutazioni, ha contribuito a far perdere all’Italia la leadership che deteneva fino agli anni 70anta a scapito di altre nazioni. Oggi siamo scesi al 5° posto e stiamo per essere surclassati della Cina sebbene venga universalmente riconosciuto all’Italia, un patrimonio artistico, storico, paesaggistico, enogastronomico ed artigianale assolutamente superiore a qualsiasi altro paese del mondo.


Una “materia prima” che in gran parte non potrà mai essere “clonata” da nessuno, ma che non riusciamo a valorizzare come sanno fare gli altri concorrenti. Ora che c’è un ministero, speriamo che si riesca a imporre “una regia” capace di dare maggiore importanza e uniformità a tutto il sistema turistico. Infatti il problema si pone pari, pari anche perifericamente. Troppi soggetti e competenze si accavallano. Spendono e spandono per proporre, promuovere, commercializzare (spesso con scarsa competenza e professionalità) senza un minimo di logica programmatoria o finalizzata ad un progetto definito: dalle Regioni alle Province, dalle Camere di Commercio alle Comunità Montane, dai STP ai STL, APT (?), dai Consorzi dei Comuni ai Comuni, dai T.O. alle Agenzia di Viaggio, dalle Pro Loco alle Associazioni di categoria, ma anche quelle sportive, culturali, folkloristiche, ecc…… Una regia nazionale era necessaria così come quella della Regione e della Provincia (?), ma non si può credere che tutto si esaurisca in questi contesti. Come si dice! Se i turisti vengono in Italia ne siamo orgogliosi, se vengono nelle Marche ci piace, se vengono nella nostra Provincia ci rallegra e ci gratifica.


Siccome però siamo imprenditori, tutto il discorso fila solo se questi vengono nel nostro territorio e portano ricchezza alle nostre strutture, alle nostre attività e quindi a tutta la nostra comunità, Non può essere che agitiamo l’albero ed i frutti li raccolgono sempre gli altri. Ciò vale in particolare per il territorio fanese che fino ad oggi è sempre stato penalizzato dalle scelte fatte a livello regionale, provinciale ed i nostri referenti comunali non hanno fatto sostanzialmente nulla per invertire una rotta che rende inutilizzate le notevolissime risorse di cui disponiamo ed umilia e atrofizza gli imprenditori locali. Ed allora, tutti quelli che credono o hanno interessi nel settore turistico, dovrebbero guardare bene quanti “imprenditori turistici” ci sono fra i circa 550 candidati nelle varie liste e pretendere, soprattutto dai candidati sindaci, al di la delle generiche affermazioni di sapore “elettoralistico”, quali impegni concreti sono disposti a prendere, in modo solenne e preciso, per dare un moderno assetto strutturale ed infrastrutturale al nostro territorio per riportalo almeno alla pari di località turistiche a noi vicine meno ricche di “materie prime”, ma più evolute turisticamente.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-05-2009 alle 13:24 sul giornale del 12 maggio 2009 - 710 letture

In questo articolo si parla di turismo, politica, Bruno Rapa, michela brambilla





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