WWF: lupi avvelenati, serve maggiore sorveglianza

2' di lettura 01/05/2009 - In seguito alla morte di tre lupi nel Parco dei Sibillini vittime di esche avvelenate, il WWF Marche mette alla gogna tale fenomeno, una pratica incivile che mette in pericolo oltre alla fauna selvatica e domestica anche la nostra incolumità I bocconi avvelenati rappresentano un vero e proprio pericolo per il nostro territorio soprattutto nel periodo primaverile in cui si registra un picco di attività di questa pratica.

Sono esche, in questo caso una pecora, spesso create con l’utilizzo di sostanze mortali che uccidono ‘indistintamente’ tutte le specie animali che se ne cibano. Stavolta è toccato purtroppo a tre esemplari di lupo degli Appennini, un animale che è al vertice della catena alimentare e che ha un ruolo fondamentale per mantenere l’equilibrio del nostro ambiente oggi minacciato quotidianamente dai cinghiali. Il Lupo, in quanto loro diretto predatore, rappresenta la miglior soluzione naturale a tale minaccia. Le esche sono anche una minaccia per gli ultimi esemplari di Orso bruno da poco ricomparsi nel Parco ma anche avvoltoi, grifoni e gipeti, e spazzini come i nibbi reali, attualmente quasi scomparsi dalla nostra penisola e reintrodotti con progetti difficili e costosi che rischiano di essere vanificati di colpo dal gesto criminale di qualche sconsiderato.



Da considerare inoltre il serio pericolo alla salute pubblica ,data la presenza ingannevole sul territorio di bocconi avvelenati per per chi voglia fare una passeggiata all\'aria aperta con la famiglia e il proprio amico a quattro zampe. Appare necessario quindi per tenere sotto controllo tale fenomeno incrementare le attività di sorveglianza nel Parco, da parte del CFS, anche attraverso l’incremento del numero di agenti, che nelle aree protette risulta costantemente inferiore all’organico previsto.



Alla luce di tutto ciò risulta infine necessaria l’attuazione del progetto Life dal nome ANTIDOTO che il Parco Nazionale Gran Sasso Laga ha visto approvare dalla Unione Europea, che prevede un programma mirato di lotta ai bocconi avvelenati, con l’utilizzo di cani addestrati alla ricerca dei veleni con la collaborazione della Regione autonoma spagnola dell’Andalusia e dell’Aragona e la creazione di un centro antiveleni nazionale, che realizzi una strategia nazionale di lotta ai bocconi avvelenati, in special modo nei parchi nazionali.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 01-05-2009 alle 15:55 sul giornale del 02 maggio 2009 - 942 letture

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