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comunicato stampa

Il premio Cultura della Solidarietà \'Bruno Regini\' 2009 a don Leonida Fabietti

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Il premio viene assegnato a personaggi che si siano distinti in campo regionale per la creazione di una cultura della solidarietà. Non un premio quindi a singoli gesti, ma un riconoscimento a un impegno costante e convinto in favore della solidarietà. Un impegno speso fra la gente, nel sociale, nella politica o nell’economia.

La cerimonia di premiazione si terrà venerdì Primo Maggio 2009 alle ore 11 ad Aspio di Camerano.

Il premio per l’anno 2009 verrà assegnato a don Leonida Fabietti: sacerdote, animatore della Onluss e Centro di prima accoglienza “La tenda di Abramo” e uomo dell’utopia.

In occasione della decima edizione del “Premio Bruno Regini”, la Presidenza regionale ha deciso inoltre di assegnare un riconoscimento particolare a Gilberto Ulissi, a lungo presidente provinciale delle ACLI di Ancona e dirigente regionale dell’Associazione, oltre che responsabile del Centro per l’impiego di Camerano e animatore dell’Informagiovani delle ACLI di Ancona.


Bruno Regini: un “santo minore” delle Acli e della società civile

Bruno Regini nasce a Urbania, in provincia di Pesaro-Urbino, nel 1929. Nel 1940, terminata la scuola dell’obbligo, lavora in fabbrica a Urbania insieme con suo padre: lavoro duro, lavoro che si lega con il suo forte carattere, determinato e concreto, e che contribuisce nel 1945 alla sua decisione di entrare nella locale Camera del lavoro; aderendo al sindacato dei braccianti agricoli. Compie qui la sua prima esperienza di vita sindacale che lo impegnerà con tutta la pienezza delle sue forze intellettuali e fisiche per l’intera vita.
Nel 1948 la rottura del sindacato unitario lo porta a collaborare con la Cisl di Pesaro, nel settore agricolo, e poi con quella di Fano, quale dirigente di zona fino al 1953 quando, all’età di 24 anni, inizia a svolgere la sua attività nelle ACLI della provincia di Ancona con l’incarico di segretario organizzativo.
La struttura delle ACLI anconetane trae rapidamente beneficio dalla sua iniziativa instancabile, costantemente volta alla diffusione del messaggio delle ACLI tra i militanti e alla promozione dell’azione sociale tra i residenti nei paesi e nelle città della provincia.
In questi anni Bruno Regini incarna il ruolo delle ACLI, rappresentandole con competenza in ogni esigenza sociale, politica e amministrativa della comunità civile, con lo spirito del cattolico democratico che si è messo al servizio dei lavoratori e della gente materialmente e culturalmente meno dotata. La sua esperienza si arricchisce ed è così stimato che nel 1967 viene incaricato di guidare le ACLI della provincia. In seguito verrà eletto presidente regionale e più volte chiamato a partecipare agli organi nazionali del Movimento.
Fin dai primi anni del suo trasferimento ad Ancona, la Democrazia Cristiana lo annovera tra i dirigenti provinciali socialmente più sensibili. Consigliere e poi assessore al Comune di Ancona, lascia un lusinghiero ricordo del suo operato come pubblico amministratore. Dal 1974 assume l’incarico di direttore provinciale del Patronato ACLI, dove resta fino a quando la morte lo coglie nel 1978, a soli 49 anni, a seguito di un intervento di neurochirurgia.

Don Leo: sacerdote, uomo dell’utopia e animatore del Centro di prima accoglienza “La tenda di Abramo”
Don Leonida Fabietti, ultrasettantenne parroco della parrocchia San Giuseppe di Falconara. Si è sempre dedicato ai giovani, divenendo ben presto la figura di riferimento sia dell’Azione cattolica che degli Scout di tutta la zona. Da questo costante rapporto nasce anche la passione per la montagna: camminatore instancabile, nonostante gli innumerevoli impegni riesce spesso a ritagliarsi del tempo per una breve escursione nell’entroterra marchigiano.
La sua umanità, che ancora oggi i giovani definiscono straripante e per nulla scontata, ha caratterizzato anche la gestione della parrocchia San Giuseppe: una comunità parrocchiale attenta in particolare ai giovani, ma aperta verso tutti, disponibile all’incontro;vero luogo di scambio e di condivisione.
Sensibile ai problemi concreti della gente, don Leonida (per tutti don Leo) ha sempre spinto i suoi giovani a impegnarsi nel sociale. Da questa impostazione nascono numerose iniziative che assumono un forte rilievo sociale. In primo luogo merita di essere ricordata la creazione di luoghi di incontro, come le case di Barcaglione e Piedilama, insostituibili per tanti gruppi giovanili non solo della parrocchia, ma dell’intera diocesi. Ma soprattutto va sottolineato il ruolo svolto da don Leo nella nascita dell’Associazione “La tenda di Abramo”: non semplicemente un centro di solidarietà e di servizio per i giovani ed i gruppi ecclesiali attenti al fenomeno della marginalità, ma una Onluss che, in collaborazione con la Caritas diocesana, ha promosso un vero e proprio centro di prima accoglienza.
Retta e gestita da soli volontari (oltre 200), “La Tenda di Abramo” mette a disposizione pasti e tredici posti letto. Dal momento della sua nascita (nel 1990) ha ospitato in modo totalmente gratuito circa 9.000 persone: sia immigrati che italiani, in genere senza fissa dimora.
Figura profetica, don Leo è indubbiamente uno di quegli “uomini dell’utopia” dei quali si parla nel sito internet de “La Tenda di Abramo”: “Uomini dell’utopia che non si sono arresi alle cose così come sono, ma che lottano ancora per le cose così come dovrebbero essere”


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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 02-05-2009 alle 22:21 sul giornale del 02 maggio 2009 - 1166 letture