Piano Casa: la Regione plaude il progetto

case 4' di lettura 07/04/2009 - “Non cambierà nulla nelle regole di rispetto ambientale e tutela paesaggistica. Anzi dovrà esserci la massima attenzione al risparmio energetico degli edifici e alla riqualificazione urbana. Cambierà sicuramente qualcosa, ci auguriamo: la mentalità del costruire. Più qualità e più efficienza energetica anche negli alloggi di edilizia residenziale pubblica, per valorizzare il patrimonio edilizio in modo sostenibile ed equo, sia dal punto di vista economico che ambientale. E poi più aderenza alle esigenze dei cittadini di trovare una casa a prezzi accessibili, sia di acquisto che di affitto.”

Sintetizza così, oggi, in conferenza stampa, l’assessore regionale all’edilizia pubblica, Gianluca Carrabs le finalità principali che saranno contenute sia nelle linee guida regionali al Piano Casa nazionale che nel nuovo Piano Casa regionale, retto da una sinergia di pubblico e privato, per consegnare in tempi rapidi un patrimonio immobiliare a canone sostenibile, destinato ad una fascia di popolazione in difficoltà a causa della crisi congiunturale. L’ipotesi proposta dalla Regione, emersa anche nelle riunioni del tavolo tecnico recentemente costituito per portare a realizzazione un progetto di “housing sociale”, è quella di un Fondo immobiliare etico che possa governare le operazioni finanziarie e quelle prettamente costruttive.


“Si tratta di un’iniziativa che per la prima volta la Regione promuove e si candida a guidare che potrà integrarsi con il Piano casa nazionale – ha affermato Carrabs - sulla base anche dell’ampio riconoscimento dell’ autonomia regionale, previsto dall’accordo Stato-Regioni. A tale proposito è stato forte il contributo di mediazione della Regione Marche in sede di Conferenza Stato-Regioni perché si riservasse particolare attenzione alla tutela di centri storici, aree protette e paesaggisticamente rilevanti rendendo conformi le regole di tutela ambientale alle nuove previsioni edilizie.” L’assessore Carrabs ha anche annunciato una disponibilità da parte della Regione di 6 milioni di euro richiamando, comunque, la necessità di un concorso dei diversi soggetti coinvolti nel programma.


“L’ANCE – ha dichiarato il presidente Massimo Ubaldi – ha anticipato i contenuti dell’accordo Stato-Regioni in un’intesa nazionale con Legambiente lo scorso 13 marzo rivolta in particolare alla qualità costruttiva, sia in senso energetico che di riqualificazione urbana. E su questa direttrice ormai tracciata, troviamo la preziosa collaborazione della Regione Marche per mettere a frutto una grande occasione di riqualificazione del patrimonio immobiliare regionale. La demolizione-ricostruzione di edifici non solo ad uso abitativo, cioè la cosiddetta sostituzione edilizia e il conseguente premio volumetrico del 35%, va in questa direzione e funzionerà da leva di attivazione degli interventi e con essi dell’occupazione locale. E’ dal 1980 che non si mette mano ad un’efficace riqualificazione architettonica – ha concluso – e alla luce delle tristi notizie di oggi è doveroso darsi da fare per rendere più sicure le case. ” Carrabs ha poi sottolineato che con il Piano Casa regionale si possono esprimere tutte le potenzialità per cogliere importanti obiettivi in questa difficile congiuntura: oltre al risparmio energetico, ridare slancio al settore edilizio, che registra un blocco di mercato e rafforzare l’occupazione locale. In tale logica, rientra anche la possibilità di acquistare il patrimonio edile invenduto per consentire immediatezza di risposte ai bisogni più urgenti di alloggio e liquidità finanziaria da poter reinvestire.


Per quanto riguarda la riqualificazione e l’efficienza energetica, “non vi è dubbio che questa è la grande sfida –ha concluso Carrabs -e sono ormai le direttrici comuni della Regione (che si è dotata tra le prime in Italia di una legge sull’edilizia sostenibile molto avanzata) e dei costruttori edili. Sono buone regole che dovrebbero informare tutti i Piani Casa, sapendo che non possiamo più permetterci di sprecare risorse energetiche: attualmente l’utilizzo di carburanti da fonti fossili per il riscaldamento degli edifici è pari alla quota di energia importata, cioè i 2/3. Un edificio della vecchia generazione consuma 60 litri di gasolio/mq per riscaldamento, le case energeticamente efficienti 3 litri. E’ chiaro allora che il settore edilizio ha un ruolo chiave per il raggiungimento del 20-20-20 previsto dal Protocollo di Kioto. “






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 07-04-2009 alle 14:32 sul giornale del 07 aprile 2009 - 1133 letture

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