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Piano Forestale: Legacoop, finalmente uno strumento per la gestione del territorio

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monastero fonte avellana

La Centrale cooperativa e il Consorzio Marche Verdi soddisfatti per l’approvazione, in Consiglio, dell’atto.

“Le Marche, finalmente, hanno a disposizione uno strumento per la gestione integrata del territorio e dell’ambiente montano, finalizzato alla difesa del suolo, alla regimazione idraulica, al miglioramento delle foreste, per attenuare i rischi ambientali ed eleggere il territorio a base del rilancio del primario, del turismo e del ‘made in Italy’ cioè di quelle attività individuate come vincenti nella prospettiva dello sviluppo sostenibile”. E’ il commento di Legacoop Marche, interprete delle necessità espresse dalle 27 cooperative forestali associate al Consorzio Marche Verdi, sull’ approvazione del Piano forestale regionale, avvenuta oggi in Consiglio regionale.




“Con questo atto – affermano Legacoop Marche e il Consorzio Marche Verdi -, la Regione Marche non solo consente lo sblocco delle misure comunitarie del Piano di Sviluppo Rurale per il settore, pari a 13 milioni in sei anni, ma completa la programmazione iniziata dieci anni fa con la predisposizione dell’Inventario e con la Carta forestale regionale, proseguita con i Piani di gestione delle Comunità Montane e la Legge Forestale del 2006, individuando in circa 10 milioni annui, per 15 anni, il fabbisogno finanziario per realizzarlo”. Il “progettone per la montagna”, lanciato nell’ottobre scorso a Fonte Avellana durante il convegno “E’l’ora dell’Appennino” dalle Centrali Cooperative delle Marche, Agci, Confcooperative, Legacoop, Unci, e dai sindacati Cgil, Cisl, Uil, in questo modo, prende forma.




Fu proprio in quella sede, infatti, che queste organizzazioni individuarono nel Piano forestale regionale lo strumento per stabilizzare l’occupazione dei 300 operai forestali organizzati nelle cooperative forestali e concorrere, nell’ambito di una politica di rilancio dell’occupazione nelle aree interne, alla diversificazione delle attività economiche ad iniziare dai territori colpiti dalla crisi del manifatturiero, come Fabriano ed Ascoli Piceno. “Si tratta di mettere in cantiere – spiegano Legacoop Marche e Consorzio Marche Verdi -, come dimostra la positiva esperienza del progettone del Trentino Alto Adige, nato da analoghe emergenze, un’azione speciale per l’occupazione che faccia perno sulla valorizzazione del territorio, delle potenzialità turistiche ed ecologico-ambientali e che poggi sulla concertazione fra istituzioni, sindacato es imprese. Il progetto parte con buone possibilità di successo in quanto condivisione è già stata espressa da parte del Governo regionale, rappresentato a Fonte Avellana, dal presidente della Regione Marche, Gian Mario Spacca, e dall’assessore regionale ai Territori montani, Gianluca Carrabs.




“Si può cambiare pelle allo sviluppo delle Marche - sostenne Spacca a Fonte Avellana - diversificando il modello economico produttivo. Le Marche hanno bisogno di un secondo motore di sviluppo, oltre al manifatturiero, che parta dalla cura di ambiente e paesaggio come risorse e patrimonio unico. Solo così avremo un’attrattività diversa, che possa far apprezzare ancor più l’identità della nostra regione creando ulteriori opportunità di crescita e occupazionali”.



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Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-02-2009 alle 17:12 sul giornale del 28 febbraio 2009 - 682 letture