Programma Brasile: le Marche capofila per il sociale

brasile 3' di lettura 15/01/2009 - Gli organismi di coordinamento del “Progetto di supporto in favore dello sviluppo locale integrato in Brasile” hanno proposto il rifinanziamento per i prossimi tre anni di una esperienza avviata alcuni anni fa che ha già registrato risultati significativi.

Anche per questo il Ministero degli Affari Esteri lo ha approvato nelle nuove linee programmatiche e deciso uno stanziamento di 5 milioni di euro. Alle quattro Regioni che operano in partnership- Marche, Umbria,Toscana ed Emilia Romagna – spetterà ora l’elaborazione del piano operativo dettagliato e l’integrazione di 1 milione e mezzo di euro. L’intero programma, infatti, ha un costo complessivo di circa 6 milioni e mezzo di euro.


“Le Marche – spiega l’assessore regionale alla Cooperazione allo sviluppo,Ambiente e Servizi sociali, Marco Amagliani– sono capofila nel settore sociale di questo importante progetto, ma saranno operative anche in molte altre linee di intervento: dall’ambiente alla cultura, alla filiera agricola e allo sviluppo economico con il coinvolgimento delle nostre piccole e medie imprese e avvalendosi delle migliori pratiche ed esperienze in tal senso.” Il programma, infatti, prevede un piano di attività articolato in quattro ambiti operativi individuati nelle politiche sociali (Marche), nella valorizzazione del patrimonio ambientale e culturale a fini turistici (Toscana), nel cooperativismo (Emilia-Romagna), nel sostegno allo sviluppo economico locale (Umbria). “Proprio sulle politiche sociali- prosegue Amagliani - il gruppo di lavoro interregionale, guidato dalla Regione Marche, ha lavorato sulla base delle risultanze dei numerosi seminari finalizzati a presentare il modello di riferimento italiano e marchigiano, mettendolo a confronto con alcuni programmi governativi brasiliani di lotta alla povertà (“Fome zero” e “Bolsa famiglia”) con cui erano state trasferite risorse ai Comuni brasiliani per interventi di sostegno al reddito.


“Vogliamo creare allora un sistema informativo – annuncia Amagliani - una sorta di Osservatorio sociale, come strumento di rilevazione dei bisogni, realizzando anche laboratori itineranti di informazione, formazione e animazione territoriale attraverso unità mobili proprio lì dove ci sono estreme difficoltà di collegamento. Per quanto riguarda le realtà metropolitane, invece, l’impegno è quello di realizzare centri polivalenti di aggregazione e di produzione culturale per i giovani finalizzato ad offrire loro nuove opportunità lavorative, culturali e partecipative. Un’azione che mira anche alla partecipazione per la costruzione del “Centro di referenza per la gioventù” e alla sua messa in rete con gli altri centri di aggregazione giovanile previsti nello Stato di Rio De Janeiro. Inoltre un forte impegno delle Marche sarà anche in favore dello Stato amazzonico, nella zona di Manaus per quanto riguarda le politiche ambientali.“ I territori già individuati dal governo brasiliano nella scorsa esperienza e caratterizzati dalla presenza di forti problematiche sociali - da un lato la povertà dei territori rurali del nordest (Piauì) e dall’altro la criminalità urbana e i problemi giovanili nelle favelas delle metropoli (Baixada Fluminense - Rio de Janeiro) - saranno infatti gli stessi destinatari delle nuove linee di intervento triennali per quanto concerne le politiche sociali. Territori dove appunto si è già lavorato per favorire il potenziamento dell’associazionismo tra comuni, agevolare la gestione integrata dei pochi servizi esistenti, la costruzione di forme di decentramento amministrativo specie nelle zone metropolitane, l’integrazione tra i servizi sociali e gli interventi di inserimento lavorativo.


La conclusione dei lavoro del primo triennio ha portato alla individuazione di specifiche proposte finalizzate a dare una nuova organizzazione al territorio attraverso la costituzione di “Forum territoriali” aperti alla partecipazione di tutti i comuni, con la presenza di organismi di gestione, di Comitati dei Sindaci e di una segreteria tecnica al fine di dare consistenza alle decisioni che vengono prese da assemblee largamente partecipate.






Questo è un articolo pubblicato il 15-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 15 gennaio 2009 - 700 letture

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