Jesi: Palestina, al Tnt incontro Adnan Ateyah Salem Ramadan

locandina palestina 5' di lettura 09/01/2009 - In solidarietà con le popolazioni di Gaza al csa Tnt PALESTINESI: L\'OCCUPAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA, I diritti negati di un popolo con Adnan Ateyah Salem Ramadan (sociologo palestinese Alternative Information Center). Mercoledi 14 gennaio alle ore 19.

In solidarietà con le popolazioni di Gaza, nei giorni più sanguinosi per la Palestina dal 1967, al csa Tnt l\'incontro \"PALESTINESI: L\'OCCUPAZIONE NELLA VITA QUOTIDIANA, I diritti negati di un popolo\" con Adnan Ateyah Salem Ramadan (sociologo palestinese Alternative Information Center). A Jesi mercoledi 14 gennaio alle ore 19, a cura di Ya Basta-Csa Tnt, all\'interno della Campagna Palestina Solidarietà con il Patrocinio Consulta per la Pace del Comune di Jesi e la collaborazione del Centro Servizi per il Volontariato. A Pesaro martedi 13 gennaio alle ore 21, Biblioteca San Giovanni – Campagna Palestina Solidarietà, Gruppo Fuoritempo, Ya Basta, Resistenza Solidale con la collaborazione del Comune di Pesaro e Centro Servizi per il Volontariato.




Spesso quando si parla di Palestina si è tentati di dire che non c’è fine al peggio. Si descrive il popolo palestinese come un popolo “disgraziato”, eppure questo popolo resiste da 60 anni al tentativo di farlo sparire culturalmente, socialmente e politicamente.



Israele pensava di aver messo fine all’esistenza di questa popolazione nel 1947/48, eppure i palestinesi hanno continuato a resistere e sono riusciti costantemente a porre al centro dell’attenzione internazionale la loro esistenza. Questo non significa che la loro situazione oggi è positiva, ma va rilevata la capacità di resistenza di questo popolo e questo nonostante la disparità delle forze in campo, la difficile congiuntura internazionale e gli errori della sua dirigenza. Sono due gli aspetti principali che segnano l’esistenza dei palestinesi oggi: il blocco totale della Striscia di Gaza e l’erosione e la frammentazione della Cisgiordania. L’abbandono da parte israeliana della Striscia di Gaza ha portato ben pochi benefici alla popolazione di questo territorio. Israele ha continuato a mantenere il controllo di tutti i valichi di frontiera impedendo, di fatto, l’entrata e l’uscita di merci e persone da questo lembo di terra.



Dopo la vittoria di Hamas alle elezioni legislative e ancor più dopo che quest’organizzazione ha preso il controllo totale della Striscia di Gaza, Israele ha intrapreso una politica di rappresaglia mirante a spezzare il legame tra popolazione palestinese e Hamas, senza però raggiungere il suo scopo. Ne risulta una situazione insostenibile per la popolazione, dimostrabile dal fatto che 1 milione e 400 mila palestinesi vivono in mezzo ad acque contaminate da rifiuti, reti fognarie insufficienti, cibo razionato, senza elettricità e carburante, con un sistema stradale, scuole, ospedali, trasporti e altri servizi municipali d’ordinaria necessità fatiscenti.



La situazione non è migliore nella Cisgiordania controllata dall’Autorità Nazionale Palestinese e dal suo presidente Mahmoud Abbas. I posti di controllo si vanno sempre più trasformando in veri e propri posti di frontiera ed i palestinesi continuano a passare le loro giornate in fila ai check points. I coloni e l’amministrazione statale israeliana portano avanti in maniera sempre più aggressiva la loro opera d’espropriazione delle proprietà palestinesi, come dimostrato dagli ultimi avvenimenti di Hebron e Gerusalemme Est. Le fragole e i fiori che marciscono nelle serre di Gaza perchè non possono essere esportate e vendute e le coltivazioni della Cisgiordania che si seccano perché ai contadini palestinesi non è concesso di raggiungere le loro terre sono la dimostrazione della politica di strangolamento sociale > portata avanti da Israele.



Nonostante gli accordi di Oslo proibissero “ogni mutamento nello status della Cisgiordania”, Israele ha potenziato l’espansione delle colonie nei Territori Palestinesi Occupati. Nel corso degli ultimi 15 anni, tutti i governi israeliani che si sono succeduti hanno proseguito la costruzione di queste abitazioni illegali destinate alle onde di coloni ebrei provenienti dall’estero mentre i palestinesi vengono stretti in zone aride dando vita ad una serie di Bantustan, disconnessi tra loro, molto simili all’apartheid del Sud Africa. Per Israele la presenza di strade destinate esclusivamente ai coloni, muri, barriere elettriche e zone militari che separano le due popolazioni, è il risultato di un “normale” sviluppo territoriale ed abitativo ma, tutto questo, avviene su un territorio occupato militarmente e in violazione della legislazione internazionale.



Questa realtà forza i palestinesi in un sistema di totale dipendenza, con il completo controllo israeliano sul territorio, su frontiere e spazio aereo, sull’80% delle risorse idriche e sulle acque territoriali di Gaza. In questa difficile situazione va segnalata la ripresa della solidarietà internazionale dal basso che appoggia, sostiene e stimola le lotte popolari palestinesi, com’evidenziano le attività del Free Gaza Movement, che con le sue navi ha rotto il blocco navale a Gaza e l’esperienza delle lotte degli attivisti palestinesi, israeliani e internazionali contro la costruzione del muro in Cisgiordania. Tutto questo, lotte popolari e sofferenze dei palestinesi, sparisce nel contesto dell’informazione internazionale modellata a misura dei potenti. Sparisce l’assedio a Gaza e alla sua popolazione, sparisce la vergogna del Muro dell\'Apartheid in Cisgiordania e sparisce la voce dei palestinesi.



Informare, anche questo è solidarietà internazionale, ed è per questo che abbiamo invitato in Italia Adnan Ramadan, sociologo ed esperto in risoluzione e trasformazione dei conflitti, è da tempo impegnato nella difesa dei diritti umani e della causa palestinese in diverse iniziative nonviolente. Attualmente ricopre la carica di direttore esecutivo di OPGAI (Occupied Palestinian and Golan Hights Advocacy Initiative).






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 09-01-2009 alle 01:01 sul giornale del 09 gennaio 2009 - 901 letture

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