Comuni e Regioni: la rivoluzione del clima può partire da qui

wwf 5' di lettura 10/12/2008 - Ha percorso tutta l’Italia il lungo Road show istituzionale del WWF organizzato in occasione della Campagna Anno del Clima. 9 le Regioni coinvolte oltre alle principali città come Venezia, Firenze, Roma, Napoli, Milano, Genova, Bari, Torino, e oltre 200 Comuni. Il WWF oggi ha consegnato lo speciale Calendario degli appuntamenti sul clima chiedendo a tutte le istituzioni locali di assumere come prioritario il tema dei cambiamenti climatici nel corso del 2009.

Le istituzioni hanno accolto con favore la richiesta del WWF, segno di una maturata sensibilità sull’emergenza clima al livello territoriale. L’evento segue gli incontri con le principali istituzioni nazionali, Presidenza della Repubblica, Presidenza del Consiglio, Presidenza della Camera, Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, avvenuti nei giorni scorsi. Conferenze, convegni e cerimonie sono state organizzate per l’occasione: nella Regione Marche è stato consegnato il Calendario all’Assessore all’Ambiente Amagliani ieri 8 Dicembre in occasione della Fiera di Eco&Equo da Andrea Masullo del WWF Italia. L’Assessore Amagliani ha dichiarato che la Regione Marche continuerà a lavorare sull’attuazione del Pear per la Regione Marche, portando a termine tutti gli impegni presi. Un’attenzione particolare sarà posta nel realizzare tutti gli obiettivi presi per il fotovoltaico.


Ha inoltre ribadito la posizione della Regione contraria all’apertura alla Centrale API di Falconara. C’è stato poi un impegno per l’organizzazione di un evento importante in collaborazione con il WWF che si terrà a cavallo della Giornata Mondiale per la Povertà e il summit di Dicembre di Copenaghen per la Conferenza Internazionale sul Clima COP 15. Per il WWF questo giro di incontri è particolarmente importante: pur in presenza di un forte ruolo del Governo rispetto alle scelte sulle grandi infrastrutture energetiche, Regioni e Comuni possono svolgere, infatti, un ruolo fondamentale per assumere e far assumere al Paese il taglio deciso alle emissioni di CO2 come obiettivo prioritario e grande occasione di rilancio dell’economia basata sulla sostenibilità. Le Regioni, infatti, hanno competenze dirette in settori chiave come autorizzazioni di nuovi impianti, interventi su mobilità e trasporti, autorizzazioni ai piani regolatori e quindi a nuove edificazioni, indicazioni di criteri ed obiettivi di risparmio energetico, e quindi di efficienza nella gestione di impianti ed immobili. L’esplicitazione e il rafforzamento di queste competenze sono avvenuti nel 2001 quando è stato approvato il nuovo titolo V della Costituzione con cui si è completato il conferimento delle funzioni amministrative in materia di fonti rinnovabili a Regioni e Province. Innanzitutto possono agire da volano di un nuovo modello energetico fondato su un sistema di “produzione distribuita”, ovvero, prodotta in piccoli impianti, diffusi sul territorio.


Questo modello ha già prodotto, ad es. in Germania, benefici economici, occupazionali creando anche una maggiore consapevolezza e sensibilità dei cittadini sui temi dell’energia e degli impatti connessi. Inoltre hanno competenze prioritarie nel settore dei trasporti e del traffico, da cui derivano un terzo delle emissioni, e possono operare attraverso piani regolatori che assumano come direttrici taglio di emissioni, efficienza energetica e autoproduzione da fonti energetiche rinnovabili, nonché promuovere gli ‘acquisti verdi’ per le forniture dei servizi (carta riciclata, apparecchiature efficienti, etc) delle pubbliche amministrazioni. Le Regioni e gli Enti locali, nell’ambito del ruolo che è loro riconosciuto dalla Costituzione, possono poi opporsi, sulla base delle preoccupazioni per la sicurezza dei cittadini e per gli alti costi che rischiano di gravare sulla collettività, alla realizzazione di impianti nucleari sul territorio. Inoltre è decisivo che non consentano l’espansione in atto degli impianti più inquinanti per il clima, ovvero le centrali a carbone, che vengono riproposte anche per convertire impianti già esistenti e in qualche caso ricadenti addirittura in aree protette. L’ampio ventaglio di azioni concrete che le istituzioni possono attuare a partire dalle Regioni e dai Comuni è descritto anche nel Dossier “Effetto Global Deal” consegnato oggi. I prossimi Dodici mesi vedranno un’intensa attività diplomatica con molti appuntamenti di rilievo internazionale che potrebbero cambiare il mondo. Già dal prossimo 1 dicembre ben 192 paesi si riuniranno nel Summit ONU di Poznan (Polonia) per dare concretezza ai negoziati per raggiungere un accordo in grado di far fronte ai cambiamenti climatici e decidere così il futuro dell’umanità e del nostro pianeta. Il WWF invoca per il pianeta un Global Deal sul clima (il nuovo accordo globale dopo il termine del primo periodo di impegni previsti da protocollo di Kyoto) da chiudersi a dicembre 2009: questa è la sfida che il mondo deve cogliere per superare la crisi economica attuale e andare verso un mondo a Carbonio Zero.


I cardini del Trattato internazionale sul clima dovranno ruotare attorno a pochi, seppur fondamentali e giganteschi impegni, vale a dire riduzione delle emissioni climalteranti per i paesi industrializzati almeno del 30% entro il 2020; impegno globale di riduzione dei gas a effetto serra dell’80 per cento entro il 2050; finanziamento urgente alle politiche di adattamento nei paesi più vulnerabili; accesso alle tecnologie pulite e sostenibili per le economie in via di sviluppo. Nel Dossier consegnato alle istituzioni si elencano gli scenari del clima che cambia, lo stato di conoscenza scientifica, domande e risposte sul nuovo Accordo Globale, gli ‘attori’ dei negoziati internazionali; si analizzano le politiche per il clima, il ruolo del Governo, delle Regioni, delle Province e dei Comuni nella lotta al cambiamento climatico; infine, si disegna la sfida dell’innovazione di un’energia che cambia e le ‘migliori pratiche’ appoggiate dal WWF, come il programma internazionale “Climate Savers” e il progetto “Top Ten”.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-12-2008 alle 01:01 sul giornale del 10 dicembre 2008 - 846 letture

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